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Spesso il bene più autentico comincia senza rumore. È il caso di San Vincenzo Pallotti, che nella vita silenziosa della Sacra Famiglia vide un modello di apostolato profondo e concreto, capace di cambiare il mondo senza clamore. A questo nucleo sorgivo del pensiero Pallottino è dedicata la giornata di studio e formazione del 10 dicembre, organizzata dall’Istituto San Vincenzo Pallotti all’Hotel Ponte Sisto di Roma.

Per comprendere meglio l’ispirazione e la struttura di quest’appuntamento, abbiamo intervistato Madre Stella Marotta, autrice dello studio che sarà presentato durante la serata.
Il suo punto di partenza è semplice ma radicale: tornare allo sguardo di Pallotti e alla vita di Nazareth per riscoprire un apostolato capace di operare nel silenzio.

“Dalla vita nascosta di Nazareth – ci ha spiegato durante l’intervista – Pallotti ci indica un apostolato che lavora nel silenzio, ma costruisce ponti, apre strade, genera pace.”

Lo studio firmato da Madre Stella verrà letto e presentato da suor Ellen Cirila, che accompagnerà i partecipanti attraverso le sue pagine offrendo prospettive spirituali e concrete per la vita quotidiana.

Mai come oggi, osserva Madre Stella, il messaggio Pallottino è attuale:
la testimonianza cristiana è spesso frenata dalla pressione culturale, dalla velocità dei ritmi, dall’indifferenza diffusa. Eppure, è proprio in quest’ambiente che l’apostolato occulto può diventare una via controcorrente e necessaria, restituendo al vangelo la sua forza quotidiana.

Nel corso dell’intervista, Madre Stella ci ha anche confidato quali figure hanno plasmato il suo sguardo spirituale: i genitori, educatori, consorelle, confratelli; ma anche bambini, famiglie, povere e giovani incontrati in situazioni di fragilità.

“Sono persone che non hanno clamore – racconta – ma che hanno illuminato la mia vita con una testimonianza silenziosa e autentica.”

La serata del 10 dicembre vuole dunque offrire non solo uno studio, ma uno sguardo pratico, per aiutare ciascuno a riconoscere nella propria vita quotidiana la possibilità di essere apostolo dell’amore discreto. E sarà proprio in questo spirito che l’Istituto accoglierà tutti i partecipanti lunedì 10 dicembre alle 18:30, all’Hotel Ponte Sisto di Roma.

Anna Ferreira, Roma – Cosa può insegnarci oggi San Vincenzo Pallotti sulla famiglia? Molto, se lo guardiamo con occhi nuovi. Ed è proprio questo che ha fatto Padre Jaymon Varghese Pereppadan, giovane sacerdote indiano della Provincia dell’Epifania del Signore (Nagpur), che a soli 34 anni ha dedicato la sua tesi di licenza a quella prima scuola di umanità e di fede che chiamiamo famiglia: luogo in cui si trasmette non solo la vita, ma anche il senso, la fiducia e la speranza. Padre Jaymon rilegge la catechesi familiare attraverso gli scritti di Pallotti, come via concreta per rafforzare il Popolo di Dio.

Presentata nel 2025 alla Pontificia Università Salesiana di Roma, la ricerca di Padre Jaymon riscopre un insegnamento che Pallotti stesso ci ha lasciato attraverso la sua storia di vita: una madre e un padre animati da una profonda fede, che seppero trasmettere al figlio non solo la devozione, ma anche il senso della missione. È proprio in quest’ambiente familiare che si forma la spiritualità di San Vincenzo, e da lì nasce la sua convinzione che la famiglia sia il primo luogo di evangelizzazione.

Non si tratta di un semplice studio teorico, ma di un lavoro appassionato, radicato nella spiritualità Pallottina e capace di parlare alle famiglie del nostro tempo.

Catechesi familiare: un’intuizione Pallottina da riscoprire

Alla base della tesi c’è una convinzione profonda: la famiglia non è solo un luogo dove si vive la fede, ma dove si impara a essere apostoli. San Vincenzo Pallotti, che già nell’Ottocento parlava della chiamata universale all’apostolato e del ruolo attivo dei laici, intravedeva nella famiglia una “chiesa domestica” capace di generare discepoli missionari.

Padre Jaymon, nel suo studio, mette in dialogo questa visione profetica con i documenti più recenti della Chiesa – dal Direttorio per la Catechesi (2020) ad Amoris Laetitia, da Evangelii Gaudium a Familiaris Consortio – mostrando come l’intuizione Pallottina non solo sia attuale, ma addirittura necessaria per affrontare le sfide odierne della pastorale familiare.

“La catechesi familiare non è un’opzione accessoria, ma una strategia decisiva per rigenerare la comunità cristiana”, si legge tra le righe della tesi. “La casa può diventare un vivaio di fede, carità e missione.”

Tre capitoli per una visione pastorale concreta

Il lavoro di Padre Jaymon si articola in tre capitoli principali:

  • Analisi degli scritti di San Vincenzo sulla famiglia, con particolare attenzione al ruolo dei genitori come primi educatori alla fede.
  • Dialogo ermeneutico con i documenti del Magistero, per tracciare una continuità tra le intuizioni Pallottine e la riflessione ecclesiale contemporanea.
  • Proposte pastorali concrete, che offrono strumenti e prospettive per valorizzare la catechesi familiare nelle comunità cristiane di oggi.

Il metodo seguito è quello ermeneutico, secondo il Vademecum dell’Istituto di Catechetica, con l’obiettivo di far emergere dal pensiero Pallottino spunti pratici e teologici per l’evangelizzazione del nostro tempo.

Una prospettiva nuova dentro una scelta già avviata

Una delle intuizioni più preziose della tesi è quella di riportare al centro dell’attenzione un aspetto già presente nella riflessione Pallottina, ma che oggi acquista un rilievo nuovo e urgente: il legame tra il carisma di San Vincenzo e una pratica strutturata di catechesi familiare.

Negli ultimi anni, infatti, la famiglia è stata al centro di una scelta pastorale significativa da parte di diverse realtà Pallottine. Lo studio di Padre Jaymon si inserisce in questo cammino, contribuendo ad arricchire la riflessione con una sistematizzazione teologica e pastorale originale. Il suo lavoro valorizza le radici carismatiche di questa scelta e le mette in dialogo con le sfide attuali della catechesi familiare.

Con rigore accademico e passione pastorale, Padre Jaymon apre così un nuovo capitolo nella riflessione Pallottina, suggerendo che proprio la famiglia – nella sua semplicità, ma anche nella sua fragilità – può diventare il primo e più potente luogo di evangelizzazione.

Dall’India a Roma, con il cuore a San Vincenzo

Padre Jaymon Varghese Pereppadan appartiene alla Provincia Pallottina dell’Epifania del Signore (Nagpur), una realtà viva e dinamica che da anni forma giovani sacerdoti impegnati nella missione e nell’evangelizzazione.

La sua permanenza a Roma, il contatto diretto con i luoghi Pallottini, l’esperienza multiculturale vissuta nella comunità internazionale dell’Università Salesiana, hanno nutrito il suo percorso di studio e di fede.

La sua tesi non è solo un contributo accademico, ma un atto d’amore per la missione di San Vincenzo – e una chiamata rivolta alla Chiesa di oggi: tornare alla famiglia come centro dell’evangelizzazione, luogo di formazione, di comunione e di testimonianza viva del Vangelo.