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Anna Ferreira, Roma – Una nave parte da Trieste, diretta verso terre lontane e quasi sconosciute. A bordo, due giovani missionari tedeschi carichi di speranza e coraggio. Da quel viaggio nasce una storia che, negli anni, coinvolgerà centinaia di missionari e migliaia di persone. È questo il racconto dei 75 anni della missione Pallottina in India, celebrati nel primo incontro di studio e formazione del 2026 promosso dall’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma.

L’incontro dell’11 marzo all’Hotel Ponte Sisto ha riunito la famiglia Pallottina per commemorare i 75 anni di missione: da quei primi pionieri giunti nel 1951, oggi l’India è il paese che offre il maggior numero di vocazioni alla Società dell’Apostolato Cattolico.

Gli incontri di studio organizzati ogni anno dall’Istituto approfondiscono la spiritualità e il carisma di San Vincenzo Pallotti. Aperte al pubblico, queste occasioni diventano momenti di riflessione e formazione sui temi della missione Pallottina nel mondo.

I pionieri della missione

A guidare il viaggio nella storia è stato Padre Rahul Philips SAC, che ha illustrato le tappe principali della presenza Pallottina in India.

La missione ebbe inizio nel 1951 con l’arrivo dei primi missionari provenienti dalla Germania, inviati dalla Provincia del Sacro Cuore di Gesù: i sacerdoti Lorenz Scheu SAC e Werner Hunold SAC. Dopo trentadue giorni di navigazione dal porto di Trieste, raggiunsero Mumbai e si stabilirono a Raipur, nell’India centrale.

Il territorio affidato ai Pallottini era vasto: quasi quattro milioni di abitanti, ma poco più di duemila cattolici. Le difficoltà erano molte: lingua, clima, isolamento e scarsità di personale. In alcuni momenti si pensò persino di chiudere la missione, ma i pionieri decisero di restare e continuare con determinazione il loro servizio.

Poco dopo si unì a loro Padre Joseph Strittmatter SAC, pervenuto dalla Australia, le cui competenze tecniche furono fondamentali per costruire le prime strutture della giovane missione.

Il contributo di P. Ansgar Faller

Durante l’incontro è stata ricordata anche la figura di Ansgar Faller, pallottino tedesco e primo direttore dell’Istituto Pallotti. Missiologo e studioso appassionato, Faller promosse una forte coscienza missionaria nella Società e sostenne l’avvio della missione in India.

Per oltre cinquant’anni si dedicò allo studio della vita di San Vincenzo Pallotti e alle origini della Società, raccogliendo documenti, lettere e testimonianze ancora oggi preziose per la ricerca Pallottina. Il suo lavoro ha permesso di ricostruire con precisione la storia del fondatore e della nascita della Società.

Una missione che guarda al futuro

Oggi la missione Pallottina in India è cresciuta in modo significativo. Centinaia di membri operano in parrocchie, scuole e opere sociali, con una presenza diffusa in molte regioni del paese.

Particolare rilievo ha l’impegno nell’educazione, nella promozione dei laici e nel servizio alle comunità più vulnerabili. Negli ultimi decenni, molti Pallottini indiani sono stati inviati come missionari in altri continenti, rafforzando la dimensione internazionale della missione Pallottina.

Un momento di fraternità

L’incontro si è concluso con un momento di fraternità: gli studenti Pallottini indiani hanno offerto ai partecipanti un dolce tipico del loro paese, permettendo a tutti di assaporare simbolicamente la ricchezza della cultura di quel colorato paese. Un gesto semplice ma significativo, che ha ricordato come la missione Pallottina, nata dall’incontro tra popoli e culture diverse, continui oggi a costruire ponti tra continenti, generazioni e tradizioni.

“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli… Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” (Matteo 28,19-20)

A partire da questo mandato missionario di Cristo, tratto dal vangelo di Matteo, si è sviluppata la riflessione di Padre Daniel Rocchetti, direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma e dottore in missiologia, durante la giornata di studio promossa lo scorso 15 ottobre all’Hotel Ponte Sisto, nel cuore di Roma.

Con uno stile che intreccia profondità teologica e slancio pastorale, Padre Rocchetti ha tracciato un percorso che, dalla Parola di Dio e dai documenti della Chiesa, conduce al cuore vivo del carisma Pallottino. La missione, ha ricordato, non è un’attività tra le tante, ma l’identità stessa della Chiesa, come sottolineato da Paolo VI: “La Chiesa riceve la missione di evangelizzare, e l’opera di ciascuno è importante per il tutto” (Evangelii Nuntiandi, 15).

San Vincenzo Pallotti ha concepito l’apostolato come vocazione universale: ogni battezzato è chiamato a partecipare all’annuncio del Vangelo. Questa visione, oggi più che mai attuale, si ritrova nell’ecclesiologia del Concilio Vaticano II e nell’impulso missionario di Papa Francesco.

Tre luoghi, una missione

Per raccontare la missione come esperienza concreta e spirituale, Padre Rocchetti ha evocato tre luoghi simbolici: Nazaret (la quotidianità nascosta), Cafarnao (il tempo della formazione e della sequela) e il Cenacolo (luogo dell’invio e della nascita della Chiesa). In queste tappe si riflette la dinamica dell’evangelizzazione: incarnazione, discepolato, missione.

Le radici del carisma: le Opere Complete

Il cuore della riflessione si è posato sulle Opere Complete di Pallotti, in particolare sulla “Regola dei Trentatré Punti”, sintesi operativa di una vita apostolica modellata su Cristo.

“La Regola fondamentale è la vita di Nostro Signore Gesù Cristo”, scriveva Pallotti. Trentatré punti come gli anni della vita terrena di Gesù, segno di una missione che nasce dalla contemplazione e si traduce in azione concreta.

Missione come identità

Padre Rocchetti ha insistito sul fatto che la missione non è una strategia, ma una forma di esistenza donata. Come ricorda Papa Francesco: “Io sono una missione su questa terra” (Evangelii Gaudium, 273). La vita stessa di Pallotti, conforme a Cristo, è testimonianza di questo “essere missione”.

In conclusione, citando Charles de Foucauld, Padre Rocchetti ha evocato Nazaret come paradigma missionario: “Tutta la nostra persona deve respirare Gesù”. Non si tratta solo di “fare” per Dio, ma di essere Vangelo vivente, nel silenzio e nella fedeltà quotidiana.

Prossimo appuntamento il 10 dicembre

Nel solco di questa riflessione, l’Istituto San Vincenzo Pallotti propone un nuovo incontro di studio e formazione il 10 dicembre, sempre presso l’Hotel Ponte Sisto. Il tema sarà: “Un apostolato occulto per ravvivare la fede tra i cattolici: punti di quotidianità apostolica”. Un’occasione per approfondire come la testimonianza silenziosa possa diventare fermento di rinnovamento spirituale.

“Il fare apostolato è il risultato di un passo precedente: quello dell’essere apostolo. L’apostolato è una questione dell’essere, non del fare”. Con queste parole forti e illuminanti, P. Daniel Luz Rocchetti SAC, direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti e dottore in Missiologia, ci introduce al cuore dell’incontro di studio e formazione in programma mercoledì 15 ottobre 2025 a Roma, dal titolo:

“Un Apostolato Universale per propagare la fede in Gesù Cristo: punti per una missionarietà del carisma pallottino.”

Manca poco a questo appuntamento speciale, che si aprirà con un tempo di adorazione eucaristica e con la Santa Messa presso la Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, per poi proseguire con la sessione formativa presso l’Hotel Ponte Sisto.

L’incontro non si propone come una semplice conferenza, ma come un tempo di ascolto, discernimento e conversione, per ritornare all’essenziale e riscoprire l’identità missionaria che nasce dal battesimo e si nutre nella preghiera.

Nel cuore del carisma pallottino, l’apostolato non è un’attività da programmare, ma una conseguenza naturale di una vita unita a Cristo. In un tempo segnato dall’attivismo, P. Daniel mette in guardia da un rischio concreto: “C’è il pericolo di fare troppo e, allo stesso tempo, di trascorrere troppo poco tempo con il Signore. Solo una cosa è importante, e questa non può e non deve essere tolta.”

È da questa consapevolezza che nasce la missione autentica: non da un progetto, ma da un cuore trasformato.

Il carisma di Pallotti: una profezia per oggi

San Vincenzo Pallotti intuì con forza profetica che ogni battezzato è chiamato a essere apostolo. È una chiamata universale che non riguarda solo i religiosi, ma tutte le vocazioni nella Chiesa. Tuttavia, come sottolinea ancora il relatore: “Questa attività apostolica è frutto della coscienza di essere cristiano, un discepolo di Gesù prima di essere un apostolo di Gesù.”

Ogni spazio di vita – la famiglia, il lavoro, la scuola, la malattia, l’impegno sociale – può diventare terra di missione se vissuto nella luce del Vangelo. Non si tratta tanto di andare lontano, quanto di essere luce lì dove siamo.

Una formazione che genera corresponsabilità

L’incontro del 15 ottobre vuole offrire piste concrete per una missionarietà rinnovata, capace di coinvolgere tutti: sacerdoti, religiosi, consacrati, laici, giovani, famiglie. Tutti uniti in un’unica chiamata: propagare la fede in Gesù Cristo attraverso la vita, la parola e l’amore concreto verso gli ultimi.

Daniel ricorda che “anche chi non può fare nulla, magari per motivi di salute o di età, può essere un grande apostolo. L’apostolicità non si misura in attività, ma nell’intensità dell’unione con Cristo.”

Un momento di gioia e condivisione: i vincitori del concorso

Durante l’evento sarà anche annunciato l’esito del Concorso Articoli 2025, promosso dalla rivista Apostolato Universale. Il tema scelto per quest’anno – “Finché c’è vita, c’è speranza” – ha ispirato decine di giovani pallottini di diverse vocazioni, chiamati a riflettere sulla speranza come forza trasformatrice nella vita e nella missione.

Saranno quattro i vincitori selezionati, e i loro nomi verranno resi noti proprio durante la giornata del 15 ottobre, in un clima di festa e riconoscimento del cammino fatto.

Questo non è solo un incontro formativo, ma un tempo favorevole per lasciarsi toccare dalla chiamata missionaria che ci abita fin dal battesimo. È un’occasione per riscoprire la bellezza dell’essere discepoli, per poi mettersi in cammino come apostoli, là dove il Signore ci chiama a testimoniare la speranza.

Ti aspettiamo mercoledì 15 ottobre a Roma:

17.30 – Adorazione e Santa Messa nella Chiesa del SS. Salvatore in Onda

18.30 – Sessione formativa presso Hotel Ponte Sisto

Un incontro che si preannuncia ricco di grazia, luce e passione apostolica.
Perché finché c’è vita, c’è speranza. E finché c’è speranza, c’è missione.

 

In un tempo in cui la Chiesa è chiamata a rinnovare profondamente la propria presenza nel mondo, l’incontro di studio e formazione in programma mercoledì 15 ottobre, presso l’Hotel Ponte Sisto a Roma, propone una riflessione attuale e profonda:

“Un Apostolato Universale per propagare la fede in Gesù Cristo: punti per una missionarietà del carisma pallottino”.

Il momento formativo sarà preceduto dall’adorazione eucaristica e dalla Santa Messa presso la Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, unendo così il raccoglimento spirituale alla riflessione teologica e missionaria.

A guidare l’incontro sarà P. Daniel Luz Rocchetti SAC, direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma e dottore in Missiologia, con un’esperienza consolidata nella formazione e nell’ambito missionario. Il cuore della sua proposta? Riscoprire la profondità e l’attualità dell’apostolato universale secondo il carisma di San Vincenzo Pallotti.

Cosa significa “apostolato universale” oggi?

Padre Daniel ci ricorda che il termine “universale” è legato alla radice stessa della parola “cattolico”. La visione pallottina si basa su un coinvolgimento totale del Popolo di Dio:

“San Vincenzo Pallotti immaginava uno o più fronti missionari e apostolici che coinvolgessero tutte le forze attive della Chiesa, con la partecipazione di tutti, in ogni modo possibile, per raggiungere ogni angolo del mondo”.

Questa è la cattolicità dinamica che oggi siamo chiamati a riscoprire: una Chiesa in uscita, che parla con tutte le voci, in tutte le lingue, per tutte le genti.

Oggi, chi sente la chiamata a propagare la fede si confronta con un mondo sempre più pluralista, segnato da crisi valoriali e spirituali. La tentazione, secondo Padre Daniel Luz Rocchetti, è confondere l’efficienza con la missione:

“La sfida missionaria più grande oggi è il pericolo di comprendere che fare sempre di più è la via per il successo della missione… Oggi è necessario comprendere che le attività apostoliche sono il risultato di un impegno spirituale profondo”.

Non si tratta di fare tanto, ma di essere radicati in Cristo: la vera missione nasce dal silenzio dell’ascolto, dalla preghiera, dall’incontro personale con Gesù, ci spiega il direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma.

L’incontro è aperto a tutti coloro che desiderano approfondire il carisma Pallottino e riscoprire la bellezza della propria vocazione apostolica.

Appuntamento: mercoledì 15 ottobre – ore 17:30
Adorazione eucaristica e Santa Messa presso la Chiesa del SS. Salvatore in Onda.
A seguire, incontro formativo presso Hotel Ponte Sisto, Roma.