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Nel contesto della visita canonica alla Casa Generalizia, il Rettore Generale, P. Zenon Hanas, accompagnato dal Vice Generale, P. Jeremiah (Derry) Murphy, ha visitato lunedì 23 marzo 2026 l’Istituto San Vincenzo Pallotti e la Biblioteca della Casa Generalizia.

Ad accoglierli il Direttore dell’Istituto, P. Daniel Rocchetti, insieme alla segretaria Anna Ferreira. L’incontro si è svolto in un clima di fraternità e dialogo aperto, favorendo uno scambio concreto sulle attività e le prospettive dell’Istituto.

Al centro del confronto, i progetti per il 2026, con particolare attenzione agli Incontri di Studio e Formazione e alle iniziative di carattere accademico ed editoriale. Tra queste, il concorso internazionale di articoli, che nella sua prima edizione ha raccolto 35 contributi provenienti da diverse parti del mondo, rappresentando un’importante occasione di confronto scientifico.

Sono stati inoltre presentati i programmi della rivista Apostolato Universale e le prospettive del Simposio Internazionale previsto per il prossimo autunno, evento che intende coinvolgere studiosi e membri della Famiglia Pallottina a livello globale.

La visita è proseguita presso la Biblioteca della Casa Generalizia, attualmente chiusa per lavori di manutenzione. Dopo interventi già realizzati per risolvere problemi di infiltrazioni, si rende ora necessario il rinnovamento dell’impianto elettrico, non più conforme alle normative vigenti. Durante la visita, è stato possibile osservare il patrimonio librario custodito e valutare la situazione attuale degli spazi, in vista di futuri interventi di riqualificazione.

La visita canonica è stata un momento significativo di ascolto, verifica e condivisione, confermando l’attenzione del governo generale verso le attività dell’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma.

Un momento vissuto con il cuore colmo di gioia e gratitudine. È quanto hanno sperimentato i giovani Pallottini che, insieme a migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo, hanno partecipato all’udienza generale di Papa Leone XIV nell’Aula Paolo VI. Un’esperienza intensa, inserita nei giorni di studio e formazione che stanno vivendo a Roma sulle orme di San Vincenzo Pallotti.

L’atmosfera era carica di emozione. I giovani, provenienti dal Brasile e dalla Polonia e appartenenti a diverse vocazioni, si trovano nella Capitale per la Settimana di Studi e Formazione Pallottina, promossa dall’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma. La loro presenza è legata alla vittoria del concorso internazionale di articoli accademici pubblicati dalla rivista Apostolato Universale.

Il concorso nasce con l’obiettivo di approfondire e far conoscere il pensiero e le opere di San Vincenzo Pallotti, fondatore dell’Unione dell’Apostolato Cattolico, e si inserisce nel cammino del Giubileo Pallottino, che in questi giorni si avvia alla sua conclusione, richiamando il tema: “Finché c’è vita, c’è speranza”.

Tra i partecipanti, Bruno Coelho Gonçalves, in preparazione alla consacrazione perpetua, ha avuto anche la gioia di poter salutare il Santo Padre. “Incontrare il Papa è stato qualcosa di meraviglioso. Come Pallottino amo profondamente la Chiesa. Vedere il Santo Padre, chiedere la sua benedizione ed essere in comunione con lui e con tutta la Chiesa è un momento davvero speciale”, ha raccontato.

Riguardo al concorso di articoli, Bruno ha aggiunto: “È una gioia immensa, molto più grande di quanto immaginassi. Quando ho deciso di scrivere l’articolo, sognavo di vivere un’esperienza come questa, e oggi è diventata realtà. Porto con me un grande arricchimento umano e spirituale, lo studio su San Vincenzo Pallotti e un amore ancora più profondo per la Chiesa, che accompagneranno il mio cammino missionario e religioso”.

Il valore di questi giorni è stato sottolineato anche dal direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti, padre Daniel Rocchetti, che ha richiamato l’attualità spirituale e missionaria del fondatore.
“Stiamo vivendo giorni di grande gioia. Essere all’udienza con il Santo Padre, alla vigilia della festa di San Vincenzo Pallotti, è un dono. Durante la catechesi, Papa Leone XIV ha parlato della Dei Verbum, uno dei documenti centrali del Concilio Vaticano II”.

Padre Rocchetti ha aggiunto: “San Vincenzo Pallotti è profondamente legato al Concilio ed è considerato uno dei precursori dello spirito che lo ha animato. Anche oggi il Papa ci ha ricordato che la fede nasce dall’incontro con Gesù Cristo. È lo stesso messaggio che Pallotti ha trasmesso per tutta la sua vita”.

La Settimana di Studi e Formazione Pallottina, iniziata lunedì 19 gennaio, ha offerto ai partecipanti la possibilità di conoscere più da vicino gli scritti e i manoscritti del Santo Fondatore, insieme a momenti di confronto, preghiera e condivisione. Il percorso si concluderà venerdì 23 gennaio con una peregrinazione a San Giorgio in Umbria, terra d’origine della famiglia Pallotti.

Giorni semplici e intensi, che lasciano un segno profondo nel cammino umano e spirituale di questi giovani, chiamati a vivere e trasmettere l’eredità di San Vincenzo Pallotti nella Chiesa di oggi.

Anna Ferreira, Roma –  Che cosa significa davvero servire Cristo quando nessuno ci guarda?
È stata questa la domanda che ha attraversato la sala Vivaldi dell’Hotel Ponte Sisto a Roma, dove la Famiglia Pallottina si è riunita per l’ultimo incontro di studio e formazione del 2025, promosso dall’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma. Al centro della serata, il cuore della spiritualità Pallottina: la vita di Cristo e l’intuizione di san Vincenzo Pallotti, che ha consegnato alla Chiesa un carisma fatto di carità, missione e profonda unione con Dio.

L’occasione è stata la presentazione dello studio di Madre Stella Marotta, “Un apostolato occulto per ravvivare la fede tra i cattolici: punti di quotidianità apostolica”. Madre Stella, che ha scritto gran parte del testo pregando davanti alle spoglie di san Vincenzo Pallotti nella Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, non ha potuto essere presente per impegni legati al suo servizio di Madre Generale. Per questo ha affidato la presentazione a suor Ellen Cirila, chiedendole personalmente di condividere il suo studio con tutta la Famiglia Pallottina.

Una serata viva, più di una conferenza: un incontro

Fin dalle prime parole, suor Ellen ha trasformato la sala in un luogo di ascolto e di dialogo. Ha rivolto domande, ha invitato diversi partecipanti a leggere brani del testo e ha reso tutti parte di un cammino comune. La sua conduzione dinamica ha fatto sì che lo studio di Madre Stella non fosse solo da ascoltare, ma da vivere insieme.

Lo studio conduce nel cuore del carisma Pallottino: san Vincenzo Pallotti che, nel suo discernimento, matura la certezza di dover “istituire l’Unione nella Chiesa”, intuendo che la missione è di tutti e che ogni battezzato ha un ruolo nell’annuncio del Vangelo. Madre Stella mette in luce la profondità dell’“apostolato occulto”, definito come un apostolato “all’infrarosso”, vissuto lontano dagli sguardi ma visto da Dio, e capace di sostenere ogni altra azione apostolica. È il battito nascosto che dà vita alle opere visibili, la dimensione che Pallotti ha incarnato nella sua adorazione silenziosa, nel suo ministero instancabile e nella compassione verso i più fragili.

Nazaret come scuola: la vita nascosta di Cristo

Uno dei passaggi più intensi è stato quello dedicato alla vita nascosta di Gesù a Nazaret, che Madre Stella presenta come vera “scuola dell’apostolato”. Per trent’anni Cristo ha imparato, nel silenzio e nella semplicità, la fedeltà, il lavoro, l’amore discreto. Maria, Regina degli Apostoli pur senza aver predicato, e san Giuseppe, con il valore del suo lavoro quotidiano, emergono come maestri di un apostolato che non fa rumore e che prepara alla missione pubblica.

In questa luce, suor Ellen ha evidenziato quanto Pallotti desiderasse che i suoi figli spirituali vivessero la stessa unione tra interiorità e servizio, tra preghiera e gesti concreti, tra contemplazione e carità quotidiana.

Un dialogo ricco: la partecipazione dei presenti

Nella parte conclusiva dell’incontro, la riflessione è cresciuta grazie agli interventi dei partecipanti, che hanno mostrato quanto il tema dell’apostolato nascosto sia attuale.
Padre Derry Murphy SAC, Primo Consultore Generale, ha richiamato l’attenzione sul bisogno di rendere concreto l’apostolato quotidiano, trasformando lo studio ascoltato in scelte reali di vita.
Padre Vanderlei Luiz Cargnin SAC, Economo Generale, ha ampliato lo sguardo interrogandosi su come custodire il valore dell’apostolato occulto nell’epoca dei social media, dove tutto sembra richiedere visibilità.
Gabriella Acerbi, Presidente dell’UAC, ha ricordato l’importanza di una testimonianza cristiana riconoscibile non tanto per le parole, quanto per il modo di vivere: gesti semplici, sorrisi, accoglienza.
Claudia Donnini ha richiamato l’attenzione sull’apostolato nascosto di Gesù stesso, che ha donato la vita nel silenzio di un amore totale.
Donatella Acerbi ha posto infine l’accento sulla parola “disponibilità”, una dimensione essenziale del carisma Pallottino che merita di essere riscoperta.

Gli interventi, diversi ma convergenti, hanno mostrato come la riflessione proposta da Madre Stella non appartenga al passato, ma interpelli il presente: la vita di oggi, le nostre relazioni, il modo in cui ciascuno può essere apostolo nel quotidiano.

Nel concludere, suor Ellen ha espresso, a nome suo e di Madre Stella, il desiderio che quanto vissuto non resti solo un passaggio intellettuale, ma diventi per ciascuno un invito a rinnovare la propria vita interiore e a ritrovare motivazione nell’apostolato quotidiano. Una realtà ben riassunta da una delle espressioni più forti del carisma Pallottino: il vero apostolato nasce dal cuore unito a Cristo, cresce nel silenzio, si alimenta nella preghiera e si traduce in gesti semplici di amore. L’incontro si è concluso con lo sguardo rivolto a Cristo e al Fondatore, nella consapevolezza che l’apostolato più fecondo è spesso quello che non si vede, ma che Dio riconosce e accoglie.

 

Anna Ferreira, Roma – Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra chiedere attenzione: notifiche, immagini, aggiornamenti continui. Oggi il valore di un gesto si misura spesso dai numeri e dalla visibilità; il silenzio, invece, appare quasi sospetto, come se ciò che non si vede non esistesse.

È proprio in questo contesto che la figura di San Vincenzo Pallotti irrompe come una provocazione benefica. Nel nostro mondo che esige vetrine, Pallotti scelse l’invisibile. Nel nostro mondo che premia l’apparire, lui cercò l’essenziale. Nel nostro mondo che distribuisce  riconoscimenti, lui evitò ogni merito.

Durante la nostra conversazione, Madre Stella Marotta ha definito questo stile con parole che restano nel cuore: “Il Regno di Dio avanza attraverso il bene che non fa rumore. È un seme che lavora in profondità.”

La forza del poco: voci di Madre Stella Marotta

Nello studio preparato per la giornata del 10 dicembre, Madre Stella insiste su un punto: la costanza nel poco. Non eroismi, non gesti spettacolari, non grandi discorsi. Il metro Pallottino è sobrio: ascoltare, pregare, servire, accompagnare. Se oggi molti cercano approvazione immediata, nell’Ottocento la tentazione aveva altre forme: il prestigio ecclesiastico, l’onore cittadino, la lode pubblica. Pallotti rifiutò tutto questo. Non cercò titoli, non cercò posizioni, non cercò protagonismo. La sua “gloria” erano le anime: ascoltarle, guarirle, sostenerle.

Madre Stella lo dice chiaramente: “Pallotti non chiede di fare grandi cose, ma di vivere bene le piccole, con amore e continuità. È lì che nasce la santità.”

Un episodio che illumina: l’Ottavario dell’Epifania

Il tema di questa giornata mi ha riportato alla memoria un episodio straordinario della vita di Pallotti, raccontato dalle cronache romane dell’Ottocento: la celebrazione dell’Ottavario dell’Epifania.

Fu un’opera che iniziò nel più assoluto silenzio. Pallotti la pensò, la sognò e la organizzò senza clamore, con l’umiltà di chi prepara il terreno senza chiedere nulla in cambio.
Curava ogni dettaglio delle celebrazioni con attenzione, convinto che l’unità dei cristiani e l’evangelizzazione dei popoli avessero bisogno soprattutto di preghiera e bellezza spirituale.

Col passare degli anni, quell’iniziativa crebbe. Roma se ne accorse. E non per una campagna promozionale, ma per i frutti: conversioni, testimonianze, una fede che tornava a brillare.

Fu allora che Papa Pio IX, conoscendo da vicino la virtù e lo zelo di Pallotti, decise di partecipare in persona alla chiusura solenne dell’Ottavario, il 13 gennaio 1847. Le cronache romane dell’epoca raccontano la meraviglia del popolo e la potenza delle parole del Papa, che tuonò contro la bestemmia e incoraggiò i romani a custodire la fede con coraggio.

E Pallotti? I cronisti dell’epoca descrivono un uomo che si commosse profondamente, ma fece di tutto per non essere al centro della scena. Si ritirò, si nascose, quasi a dire: “Non è mia quest’opera: è di Dio.”

In un tempo che premiava i protagonisti, Pallotti scelse ancora una volta la via della discrezione.
È questo ricordo, nato proprio dal tema di questa giornata, che rende ancora più vivo ciò che Madre Stella chiama “il seme nascosto che cambia il mondo”.

Una serata per imparare dal silenzio

Per scoprire come vivere questo apostolato silenzioso nella vita quotidiana, l’Istituto San Vincenzo Pallotti invita tutti a partecipare alla giornata formativa del 10 dicembre alle 18:30 all’Hotel Ponte Sisto di Roma.

Lo studio di Madre Stella Marotta, che approfondisce proprio questo stile di apostolato, sarà presentato da suor Ellen Cirila, perché Madre Stella si trova in Brasile per un impegno come Madre Generale.

Sarà un’occasione preziosa per fermarsi, ascoltare e lasciarsi provocare dal silenzio di Pallotti, riscoprendo che un piccolo gesto, vissuto con amore e costanza, può davvero cambiare il mondo.

L’incontro sarà trasmesso in diretta su YouTube.
Segui la live al link: https://youtube.com/live/8gQZLN1OBtA?feature=share

Sarà un momento di grande significato comunitario quello che si terrà mercoledì 15 ottobre 2025, durante l’Incontro di Studio e Formazione promosso dall’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma. In questa cornice di riflessione e condivisione, sarà trasmesso in diretta l’atteso annuncio dei vincitori del Concorso di Articoli 2025, promosso dalla rivista Apostolato Universale.

La conferenza, intitolata “Un Apostolato Universale per propagare la fede in Gesù Cristo: punti per una missionarietà del carisma Pallottino”, sarà accessibile a tutti sul canale YouTube ufficiale dell’Istituto alle ore 18:30 (ora di Roma) al seguente link: https://youtube.com/live/wf5lXvbLo6A?feature=share

Un momento atteso da decine di giovani Pallottini provenienti da ogni parte del mondo, che con impegno, studio e passione hanno aderito a questa iniziativa nata all’interno dell’anno giubilare, nel quale la Chiesa e la Famiglia Pallottina celebrano la speranza come segno di rinnovamento e missione.

Il concorso: voce alle nuove generazioni

Il concorso, lanciato ufficialmente lo scorso 2 aprile, ha invitato giovani seminaristi, religiose con voti temporanei e laici universitari sotto i 35 anni a confrontarsi con il tema: “Finché si vive, c’è speranza”. Un argomento tutt’altro che astratto, scelto per stimolare una riflessione profonda sulla forza trasformante della speranza nella vita personale e nel contesto missionario.

“Non si tratta solo di scrivere un articolo – recitava il bando – ma di mettere per iscritto la propria passione, la propria fede, le proprie idee su San Vincenzo Pallotti e sull’attualità del suo carisma.” Un invito che ha dato vita a una vera e propria gara di pensiero, ricerca e testimonianza.

Una valutazione seria e trasparente

Gli articoli sono stati raccolti in forma anonima e valutati secondo criteri rigorosi da un gruppo di circa venti lettori esperti – sacerdoti, religiose e laici Pallottini – che hanno lavorato in piena autonomia, fedeli allo spirito dell’iniziativa. Solo undici articoli, tra i 35 pervenuti, sono stati ammessi alla fase finale di valutazione, al termine della quale sono stati selezionati i quattro articoli vincitori.

Un momento di festa e di chiamata

L’annuncio del 15 ottobre non sarà solo la proclamazione di un risultato. Sarà anche e soprattutto un momento di festa, di riconoscimento del cammino compiuto e di rilancio della missione Pallottina. Perché questo concorso non si limita a valorizzare il talento accademico, ma desidera risvegliare vocazioni e consolidare un senso di appartenenza alla spiritualità di San Vincenzo Pallotti.

Appuntamento sul canale YouTube

L’appuntamento è quindi per mercoledì 15 ottobre alle ore 18:30 in diretta su YouTube. Sarà l’occasione per ascoltare i nomi dei vincitori, conoscere i titoli dei loro articoli, e lasciarsi ispirare da una nuova generazione che vuole ridare voce al carisma Pallottino, con freschezza, profondità e passione.

Link alla diretta:
https://youtube.com/live/wf5lXvbLo6A?feature=share

“Il fare apostolato è il risultato di un passo precedente: quello dell’essere apostolo. L’apostolato è una questione dell’essere, non del fare”. Con queste parole forti e illuminanti, P. Daniel Luz Rocchetti SAC, direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti e dottore in Missiologia, ci introduce al cuore dell’incontro di studio e formazione in programma mercoledì 15 ottobre 2025 a Roma, dal titolo:

“Un Apostolato Universale per propagare la fede in Gesù Cristo: punti per una missionarietà del carisma pallottino.”

Manca poco a questo appuntamento speciale, che si aprirà con un tempo di adorazione eucaristica e con la Santa Messa presso la Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, per poi proseguire con la sessione formativa presso l’Hotel Ponte Sisto.

L’incontro non si propone come una semplice conferenza, ma come un tempo di ascolto, discernimento e conversione, per ritornare all’essenziale e riscoprire l’identità missionaria che nasce dal battesimo e si nutre nella preghiera.

Nel cuore del carisma pallottino, l’apostolato non è un’attività da programmare, ma una conseguenza naturale di una vita unita a Cristo. In un tempo segnato dall’attivismo, P. Daniel mette in guardia da un rischio concreto: “C’è il pericolo di fare troppo e, allo stesso tempo, di trascorrere troppo poco tempo con il Signore. Solo una cosa è importante, e questa non può e non deve essere tolta.”

È da questa consapevolezza che nasce la missione autentica: non da un progetto, ma da un cuore trasformato.

Il carisma di Pallotti: una profezia per oggi

San Vincenzo Pallotti intuì con forza profetica che ogni battezzato è chiamato a essere apostolo. È una chiamata universale che non riguarda solo i religiosi, ma tutte le vocazioni nella Chiesa. Tuttavia, come sottolinea ancora il relatore: “Questa attività apostolica è frutto della coscienza di essere cristiano, un discepolo di Gesù prima di essere un apostolo di Gesù.”

Ogni spazio di vita – la famiglia, il lavoro, la scuola, la malattia, l’impegno sociale – può diventare terra di missione se vissuto nella luce del Vangelo. Non si tratta tanto di andare lontano, quanto di essere luce lì dove siamo.

Una formazione che genera corresponsabilità

L’incontro del 15 ottobre vuole offrire piste concrete per una missionarietà rinnovata, capace di coinvolgere tutti: sacerdoti, religiosi, consacrati, laici, giovani, famiglie. Tutti uniti in un’unica chiamata: propagare la fede in Gesù Cristo attraverso la vita, la parola e l’amore concreto verso gli ultimi.

Daniel ricorda che “anche chi non può fare nulla, magari per motivi di salute o di età, può essere un grande apostolo. L’apostolicità non si misura in attività, ma nell’intensità dell’unione con Cristo.”

Un momento di gioia e condivisione: i vincitori del concorso

Durante l’evento sarà anche annunciato l’esito del Concorso Articoli 2025, promosso dalla rivista Apostolato Universale. Il tema scelto per quest’anno – “Finché c’è vita, c’è speranza” – ha ispirato decine di giovani pallottini di diverse vocazioni, chiamati a riflettere sulla speranza come forza trasformatrice nella vita e nella missione.

Saranno quattro i vincitori selezionati, e i loro nomi verranno resi noti proprio durante la giornata del 15 ottobre, in un clima di festa e riconoscimento del cammino fatto.

Questo non è solo un incontro formativo, ma un tempo favorevole per lasciarsi toccare dalla chiamata missionaria che ci abita fin dal battesimo. È un’occasione per riscoprire la bellezza dell’essere discepoli, per poi mettersi in cammino come apostoli, là dove il Signore ci chiama a testimoniare la speranza.

Ti aspettiamo mercoledì 15 ottobre a Roma:

17.30 – Adorazione e Santa Messa nella Chiesa del SS. Salvatore in Onda

18.30 – Sessione formativa presso Hotel Ponte Sisto

Un incontro che si preannuncia ricco di grazia, luce e passione apostolica.
Perché finché c’è vita, c’è speranza. E finché c’è speranza, c’è missione.

 

In un tempo in cui la Chiesa è chiamata a rinnovare profondamente la propria presenza nel mondo, l’incontro di studio e formazione in programma mercoledì 15 ottobre, presso l’Hotel Ponte Sisto a Roma, propone una riflessione attuale e profonda:

“Un Apostolato Universale per propagare la fede in Gesù Cristo: punti per una missionarietà del carisma pallottino”.

Il momento formativo sarà preceduto dall’adorazione eucaristica e dalla Santa Messa presso la Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, unendo così il raccoglimento spirituale alla riflessione teologica e missionaria.

A guidare l’incontro sarà P. Daniel Luz Rocchetti SAC, direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma e dottore in Missiologia, con un’esperienza consolidata nella formazione e nell’ambito missionario. Il cuore della sua proposta? Riscoprire la profondità e l’attualità dell’apostolato universale secondo il carisma di San Vincenzo Pallotti.

Cosa significa “apostolato universale” oggi?

Padre Daniel ci ricorda che il termine “universale” è legato alla radice stessa della parola “cattolico”. La visione pallottina si basa su un coinvolgimento totale del Popolo di Dio:

“San Vincenzo Pallotti immaginava uno o più fronti missionari e apostolici che coinvolgessero tutte le forze attive della Chiesa, con la partecipazione di tutti, in ogni modo possibile, per raggiungere ogni angolo del mondo”.

Questa è la cattolicità dinamica che oggi siamo chiamati a riscoprire: una Chiesa in uscita, che parla con tutte le voci, in tutte le lingue, per tutte le genti.

Oggi, chi sente la chiamata a propagare la fede si confronta con un mondo sempre più pluralista, segnato da crisi valoriali e spirituali. La tentazione, secondo Padre Daniel Luz Rocchetti, è confondere l’efficienza con la missione:

“La sfida missionaria più grande oggi è il pericolo di comprendere che fare sempre di più è la via per il successo della missione… Oggi è necessario comprendere che le attività apostoliche sono il risultato di un impegno spirituale profondo”.

Non si tratta di fare tanto, ma di essere radicati in Cristo: la vera missione nasce dal silenzio dell’ascolto, dalla preghiera, dall’incontro personale con Gesù, ci spiega il direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma.

L’incontro è aperto a tutti coloro che desiderano approfondire il carisma Pallottino e riscoprire la bellezza della propria vocazione apostolica.

Appuntamento: mercoledì 15 ottobre – ore 17:30
Adorazione eucaristica e Santa Messa presso la Chiesa del SS. Salvatore in Onda.
A seguire, incontro formativo presso Hotel Ponte Sisto, Roma.

Gli Incontri di Studio e Formazione promossi dall’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma si rinnovano nel 2025 con una novità importante: le conferenze si terranno per la prima volta presso l’Hotel Ponte Sisto, dopo anni di svolgimento nella Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda.

Il nuovo formato mantiene però intatto lo spirito originario. Gli incontri si svolgeranno nei pomeriggi del mercoledì, seguendo il tradizionale ritmo spirituale della famiglia Pallottina: alle 17:30 l’adorazione eucaristica, seguita alle 18:00 dalla Santa Messa, entrambe presso la Chiesa del SS. Salvatore in Onda. A seguire, i partecipanti si sposteranno all’Hotel Ponte Sisto per il momento di formazione vero e proprio.

La scelta della nuova sede nasce dall’esigenza di offrire un ambiente più adatto all’ascolto e al dialogo, senza rinunciare alla profondità e alla semplicità che da sempre contraddistinguono queste iniziative.

Ogni anno, l’Istituto propone un ciclo di incontri aperti al pubblico, dedicati all’approfondimento della spiritualità e del carisma di San Vincenzo Pallotti. Il tema annuale, stabilito dal Consiglio dell’Istituto, guida la scelta dei contenuti e dei relatori, offrendo spunti di riflessione validi per religiosi, laici, operatori pastorali e tutti coloro che desiderano riscoprire la propria vocazione missionaria.

Il ciclo 2025 si aprirà mercoledì 15 ottobre con la conferenza dal titolo: “Un Apostolato Universale per propagare la fede in Gesù Cristo: punti per una missionarietà del carisma Pallottino”,
guidata da P. Daniel Luz Rocchetti SAC, direttore dell’Istituto e dottore in Missiologia, con una lunga esperienza in ambito formativo e missionario.

Il secondo appuntamento è previsto per mercoledì 10 dicembre, e sarà dedicato al tema: “Un Apostolato occulto per ravvivare la fede tra i cattolici: punti di quotidianità apostolica”,
un invito a riconoscere la forza evangelizzatrice nascosta nei piccoli gesti della vita quotidiana, in perfetta sintonia con lo spirito di San Vincenzo Pallotti.

Con una sede nuova e un programma pensato per il tempo presente, gli Incontri di Studio e Formazione 2025 si confermano un’occasione preziosa per approfondire la fede e riscoprire la bellezza dell’apostolato nella vita di ogni giorno.

L’Istituto San Vincenzo Pallotti è lieto di annunciare la pubblicazione online della tesi di licenza in spiritualità di Padre Władysław Gajur, discussa nel 1993 presso la Pontificia Università Gregoriana. Questo prezioso testo, ora digitalizzato e disponibile per il download, offre una riflessione intensa e documentata su uno dei rapporti più significativi della spiritualità pallottina: quello tra San Vincenzo Pallotti e Padre Felice Randanini.

Intitolata “Pallotti e i suoi principi nella formazione spirituale attraverso il rapporto con Felice Randanini”,
l’opera esplora i fondamenti della direzione spirituale pallottina alla luce di una relazione esemplare, mostrando come la sapienza spirituale del fondatore si sia incarnata nella vita e nel cammino interiore di Randanini.

La tesi è articolata in due capitoli principali:

  • Capitolo 1 – La figura spirituale di San Vincenzo Pallotti: una sintesi lucida e profonda del suo carisma e della sua visione spirituale.
  • Capitolo 2 – I principi spirituali nell’accompagnamento individuale sull’esempio di Felice Randanini: attraverso il profilo spirituale di Randanini, emergono aspetti concreti della guida di Pallotti – la direzione spirituale per corrispondenza, la paternità spirituale, l’equilibrio tra comprensione e fermezza, e la fiducia nell’abbandono totale a Dio e alla Madonna.

Questa pubblicazione arricchisce il patrimonio formativo dell’Istituto e si propone come uno strumento prezioso per l’approfondimento spirituale, particolarmente indicato per coloro che desiderano comprendere la dimensione personale e relazionale del carisma pallottino.

Una risorsa utile per il Concorso di Articoli 2025

La tesi di Padre Gajur rappresenta anche una fonte autorevole e ispirante per quanti stanno preparando un contributo per il Concorso di Articoli promosso dall’Istituto San Vincenzo Pallotti, in occasione dell’Anno Giubilare della Speranza, proclamato da Papa Francesco.

Il concorso, che prende spunto dalle parole di San Vincenzo Pallotti – “Finché si vive, c’è speranza” – è rivolto a membri della nuova generazione della Famiglia Pallottina:

  • Seminaristi e studenti di teologia appartenenti alla Società dell’Apostolato Cattolico;
  • Suore Pallottine con voti temporanei;
  • Studenti universitari che hanno assunto l’Impegno Apostolico nell’Unione dell’Apostolato Cattolico.

L’iniziativa mira a suscitare una riflessione viva e profonda sul carisma pallottino e premierà i quattro migliori articoli con una settimana di studio e spiritualità a Roma, nel cuore della Famiglia Pallottina.

Scarica ora il testo di Padre Władysław Gajur

Download PDF – Pallotti e i suoi principi nella formazione spirituale attraverso il rapporto con Felice Randanini

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BANDO_Concorso di Articoli per Rivista AU_2025
Modulo di Iscrizione – Concorso ISVP 2025

Nel cuore della primavera romana, durante la prima settimana di aprile, la Casa Generalizia dei Padri Pallottini ha accolto l’incontro internazionale dei direttori degli Istituti Pallotti. Provenienti da diverse parti del mondo, i partecipanti hanno condiviso progetti, esperienze e prospettive sull’attuazione del carisma pallottino oggi. Tra i momenti più intensi dell’incontro, un intero pomeriggio è stato dedicato a riflettere sul ruolo e il valore della rivista “Apostolato Universale”, pubblicazione ufficiale dell’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma.

Collegato dal Brasile, Padre Daniel Rocchetti, direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti, ha ricordato con forza l’identità della rivista:

“Il titolo ‘Apostolato Universale’ evoca l’idea di san Vincenzo Pallotti riguardo all’apostolato, un concetto profondamente radicato nella sua memoria, vissuto dai suoi seguaci, attento alle sfide del presente e proiettato verso il futuro.”

Fondata nel 1999, la rivista è oggi una pubblicazione accademica semestrale che raccoglie contributi di ricerca, riflessioni spirituali e testimonianze sull’attuazione concreta del carisma pallottino. La sua importanza è riconosciuta anche in ambito universitario: grazie al suo carattere accademico, può essere citata in tesi di laurea e dottorati, contribuendo così a una maggiore diffusione e approfondimento del pensiero e della spiritualità di San Vincenzo Pallotti.

Tuttavia, mantenere viva e autorevole una rivista di questo calibro è una sfida continua. P. Rocchetti ha sottolineato la necessità di garantire l’eccellenza dei contenuti e di ampliare la varietà degli autori e delle tematiche trattate. Per questo, è stata istituita una Commissione Scientifica, composta da esperti del mondo pallottino e dai direttori degli Istituti presenti nei diversi continenti. A questa Commissione spetta il compito di valutare i testi proposti per la pubblicazione, ma anche di individuare nuovi autori e suggerire direzioni future per la rivista.

Uno dei segnali più incoraggianti emersi dall’incontro è stato l’impegno condiviso nel coinvolgere le nuove generazioni pallottine. In questo spirito, Padre Daniel Rocchetti ha annunciato il lancio di un Concorso di Articoli rivolto ai giovani studenti di teologia della SAC, alle suore di voti temporanei e ai membri universitari dell’Unione dell’Apostolato Cattolico.

Il concorso prende il titolo da una frase scritta da San Vincenzo Pallotti: “Finché si vive, c’è speranza”. Questo motto, scelto come tema ufficiale del Giubileo Pallottino, rappresenta una sintesi luminosa del carisma pallottino: uno sguardo che non si arrende di fronte alle difficoltà, ma continua a credere nella forza della fede, nella carità operosa e nella possibilità di rinnovamento personale e comunitario.

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dai direttori degli Istituti Pallotti presenti all’incontro: Padre Rodolfo Pedro Capalozza SAC dall’Argentina, Padre Przemysław Krakowczyk SAC dalla Polonia, Padre Emmanuel Noel Longang SAC dal Camerun, Padre Juliano Dutra SAC dal Brasile e Padre Mathew Thonickal SAC dall’India. Ognuno ha sottolineato l’importanza strategica e formativa di questo progetto per il futuro del carisma.

I quattro migliori articoli saranno premiati con una settimana di immersione pallottina intensiva a Roma: un’esperienza formativa e spirituale, pensata per far vivere ai giovani autori i luoghi, i volti e la missione di San Vincenzo Pallotti. I testi selezionati saranno pubblicati nelle prossime edizioni della rivista Apostolato Universale, contribuendo ad alimentare il dialogo tra la radice carismatica e le sfide contemporanee, e aprendo nuovi spazi di pensiero per il futuro della spiritualità Pallottina.

In un’epoca in cui l’informazione corre veloce e la riflessione rischia di perdersi tra superficialità e frammentazione, “Apostolato Universale” si conferma come una fonte di pensiero, di fede e di ricerca, in piena fedeltà allo spirito del nostro amato Santo fondatore. Una rivista che non solo custodisce la memoria, ma rilancia l’impegno e accende la speranza.