may, 2021

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02mayAll Day02 - Mese di maggio per i fedeli - secondo giorno

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Secondo giorno 

Preparazione e avviso.

Beati mites, quoniam ipsi possidebunt terram (b1). (Matt. 5. c. 4.)

1. Dimmi o figlio, ti piacerebbe dopo il penoso pellegrinaggio che fai su questa terra giungere a possedere per tutta la eternità fra gli splendori dei Santi la mistica terra di promissione, la terra dei viventi, che regnano col Padre, col Figliuolo, e collo Spirito Santo nella manifestazione della gloria? Dimmi ti piacerebbe di possedere il S. Paradiso? Anzi lo stesso Dio in guisa che tu per tutta l’eternità possa dire, Iddio è mio: il Padre è mio; il Figliuolo è mio: lo Spirito Santo è mio: la potenza di Dio è mia, la sua sapienza e bontà è mia: la divinità dell’Altissimo è mia: tutta la SS. Trinità è mia: i suoi divini attributi sono miei: dimmi ti piacerebbe possedere tutto questo, e possederlo per tutta l’eternità? Consolati o figlio, rallegrati pure nell’esilio in cui ti addolori, nella valle del pianto in cui gemi: ecco il mio divino Figliuolo Gesù, che con oracolo infallibile, e tutto fuoco di amore nell’amore infinito amorosamente t’insegna il mezzo sicuro per giungere a possedere in eterno sì gran tesoro, tesoro incomprensibile.

2. Ascolta o figlio, ascolta religiosamente il Maestro della verità il Figliuolo dell’Eterno Padre, che insegna a tutti; ecco le sue divine parole, che scorrono da quelle labbra di Paradiso: Beati mites quoniam ipsi possidebunt terram (b1): e volle dire sono beati i mansueti, poichè la mansuetudine del loro cuore li condurrà sicuramente al possesso del S. Paradiso: oh dottrina soave tratta dagl’incomprensibili tesori della divina sapienza! oh cecità dei miseri mortali, che assuefatti allo sfogo brutale delle passioni non arriva a vedere la luce della verità, e della ragione, che discende da Dio luce inaccessibile, e ragione, infinita di tutte le cose! Ma da te, o figlio, voglio con affetto di Madre, che senza turbamento di spirito, ma con sentimento di cuore umiliato, e contrito, ti penta prima della tua cecità colpevole, perchè anche tu un tempo, e forse lungo tempo fosti schiavo delle ree passioni, e poi con umiltà, con fiducia, e perseveranza prega e torna incessantemente a pregare, e domanda la luce della verità, e il mio Figliuolo Gesù con amore, e gaudio incomprensibile t’illuminerà.

3. Ma se ai raggi della luce divina vedrai la ragione, ossia la necessità della mansuetudine per giungere al possesso del Paradiso, e insieme arriverai a conoscere la debolezza delle tue forze, e tutte le altre difficoltà che s’incontrano nell’esercizio della soave virtù della mansuetudine, voglio che neppure ti perda di coraggio in Dio: anzi ricorda o figlio che non solo devi sempre guardare in fede il tuo divino esemplare, e mio divino Figliuolo Gesù, che dice a tutti: Discite a me quia mitis sum: (Math. 14 v. 29)  (b1) Imparate da Me poichè sono di cuore mansueto, ma di più devi riflettere che Gesù mosso dall’amore infinito di vedere tutti in Paradiso non solo ha comandato d’imitarlo nella mansuetudine, ma colla sua mansuetudine ti ha acquistato presso del Padre un sagro diritto, perchè alle tue preghiere fatte in suo Nome discenda sopra di te la virtù dell’Altissimo necessaria per essere sempre mansueto di cuore. Dunque, o figlio se vuoi consolare Me tua Madre, e Gesù tuo fratello amorosissimo avvicinati a Lui, impara da Lui, e da Lui prendi la virtù, la forza, la grazia per essere perfettamente mansueto di cuore.

Ossequio.

Nel più vivo desiderio di vederti in eterno al possesso del S. Paradiso voglio, o figlio, che sempre in tutta la vita, ma specialmente quando ti si fa sentire più viva la passione della irascibile (!), rimiri in fede il tuo divino esemplare Gesù Cristo mansueto sempre sino alla morte di Croce. (b1) /

Giaculatoria.

Come a pag. 4. e nel dirla intendi di domandare specialmente il dono della più perfetta mansuetudine per imitare il mio divino Figliuolo Gesù.

Fioretto.

Farai qualche penitenza per rimediare a tutti i peccati che hai commesso per non essere stato mansueto di cuore, e ricorda, che molti fra i peccatori non direbbono tante imprecazioni, maldicenze, e bestemmie se fossero mansueti di cuore.

Successo di eccitamento alla divozione di Maria Madre di misericordia e Refugio dei peccatori.

Poco tempo dopo il ritorno glorioso dell’immortale Pontefice Pio VII seguito il dì 24 maggio 1814 un giovanotto romano di ottima indole che per intercessione della nostra innamoratissima Madre Maria ottenne il dono preziosissimo di vocazione claustrale, e l’ingresso in una religione di molta perfezione, e favorito fin dai primi mesi del suo noviziato con molti doni, e fra gli altri con quello delle lagrime, pure in uno scherzo innocente che gli venne fatto, cadutogli di mano quel piccolo oggetto sul quale fu fatto l’innocente trastullo non fu pronto a reprimere il primo moto di sdegno, onde al primo seguì il secondo, e poi il terzo e più, fino al punto di perdere la vocazione, e di fare ritorno al secolo: allora fu che datosi in preda ai piaceri giovanili, camminava a gran passi la via di perdizione: ma buon per lui che non fu dimenticato dalla Madre della misericordia, sebbene egli avesse moltiplicato le spade al cuore di sì tenera Madre, e i flagelli e le spine e la crocifissione contro del Figlio, poichè dalle sue libertà giovanili ridotto a mortale penosa, e lunga malattia, per intercessione di Maria ottenne la conversione del cuore, il dono di più fervente divozione verso della nostra Signora, e con tal fiducia la pregava, e tanto sperava, che ad uno dei Sacerdoti che lo assisteva al suo letto di morte un giorno disse: io non voglio morire se la Madonna non viene a prendermi: oh clemenza ineffabile di sì buona Madre! in una delle sue auguste solennità che celebra la Chiesa, ricevuto già più volte con molta edificazione il SS. Viatico, munito dell’estrema unzione placidamente morì avendo un quarto d’ora innanzi dato dei segni sufficienti da credere che a’ piedi del suo letto vedesse la rappresentanza prodigiosa di Maria Immacolata Regina del Paradiso. Se Maria tratta così i peccatori, che offendono il suo Figliuolo come tratterà chi lo ama?

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