may, 2020

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13mayAll Day13 - Mese di maggio per i fedeli - tredicesimo giorno

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Giorno decimoterzo

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Preparazione e avviso.

Vae vobis, qui ridetis nunc, quia lugebitis, et flebitis (b1). (Luc. 6. v. 25.)

1. Voglio o figlio che meco deplori la stoltezza di non pochi Mondani, che sebbene siano figli della Chiesa, pure si fanno trasportare dalla inclinazione lusinghiera delle malvagie passioni, e così cercano di passare i loro giorni, che pure sono brevi (b2), nei divertimenti pericolosi, nei giuochi, nel clamore, nel piacere, quasi fossero sulla terra solo per burlare, ridere, solazzarsi, in guisa che allora si chiamano felici, e beati quanto più s’immergono ciecamente nei piaceri terreni, e brutali. Ah se costoro aprissero gli occhi alla luce della verità, oh quanto avrebbono a confondersi!

2. Ecco, o figlio, quella Luce che illumina ognuno che vive sulla terra, il divin Verbo incarnato e mio Figliuolo Gesù (b3): le sue parole sono oracoli della divina Sapienza, e in opposizione delle massime dei miseri Mondani alto intuona: Guai a voi che al presente ridete, perchè gemerete e piangerete (b1): e con affetto di Madre ti avverto, o figlio, che quando il Maestro della verità parlò in tal modo indirizzando il discorso agl’infelici mondani peccatori, dei quali con amore infinito cercava la salvezza a costo dello spargimento di tutto il suo preziosissimo sangue, e della infamia della morte, e morte di Croce (b2), sebbene ne conoscesse la ingratitudine, pure volle che sapessero, che quella mondana allegrezza che tanto amavano, e per la quale dimenticavano perfino l’affare importantissimo della eterna loro salute, e l’amore di Dio, era tale che non avrebbe prodotto loro altro frutto che gemiti, e pianto.

3. Sì, Figlio, gemeranno, e piangeranno (b3) (b4) in eterno quei poveri Mondani, che prima di loro morte non avranno fatto penitenza della vita loro passata nelle delizie, nei divertimenti pericolosi, nella mollezza, nei piaceri brutali nel cercare il loro fine nella vana allegrezza e non in Dio vero ed unico bene, primo ed ultimo Fine. Ah, figlio, pensa bene che se tu per qualche tempo sei stato uno di loro, ora con affetto materno voglio il tuo deciso, e sincero ravvedimento. Non ti turbare se ti riconosci reo, ma prendi coraggio in Dio, fa penitenza de’ gustati peccaminosi piaceri, risolvi di vivere la vita del vero seguace del mio divino Figliuolo Crocifisso, ricorda che tutti sono avvisati da Paolo Apostolo, che coloro che sono di Gesù crocifiggono la loro carne coi vizj, e concupiscenze malvagie (b1), che invece di una vita di piaceri conducono una vita di patimenti. Dunque odia la vana allegrezza, e la mollezza mondana, ed ama il patire e il puro patire: e quando l’umanità si vorrebbe ricusare dal patire, allora con fiducia ricorri a Me, e Mi troverai Madre tutta pronta per ajutarti.

Ossequio.

L’ossequio che ti domando è questo: Quando la forza delle passioni ti vorrebbe trasportare alla vita deliziosa del secolo, allora con maggiore fiducia, e rispetto guarda il tuo divino esemplare Gesù Cristo, che è venuto sulla terra non a godere, ma a patire.

Giaculatoria.

E nel dirla intendi di domandare specialmente il dono di amare il patire.

Fioretto.

Ti priverai di qualche divertimento sebbene lecito.

Successo di eccitamento di divozione a Maria Madre di misericordia e Refugio dei peccatori.

Quanto deve temere ognuno i divini flagelli che sebbene favorito da Dio con molti tratti di misericordia, pure corre a gran passi nelle vie della colpa, ne vi pone rimedio, anzi pare che dimentichi la divozione a Maria Santissima! Terribile è l’avvenimento di un infelicissimo giovane, che lasciato libero il freno alle ree passioni, passava i suoi giorni in unione di altri licenziosi nel divertimento, e nei piaceri brutali dimenticando la salvezza dell’anima, anzi in tal modo procurandone la perdizione senza profittare neppure di quella validissima divozione verso Maria SS. che fin dai primi anni eragli stata istillata: l’infelice, fatto sordo alle divine chiamate, e inflessibile ai rimorsi della coscienza, quasi più non gli sentiva, e moltiplicando da sua parte ogni dì nuovi peccati, Iddio dall’altra moltiplicava i tratti di misericordia, coi quali con pazienza aspettava il giovane traviato a penitenza; ma giunse il momento tremendo, in cui a dire così, stanco Iddio di più a lungo soffrire le sue scelleraggini sul terminare dell’anno 1832. in un giorno dopo di avere peccato con rea persona chiamata a tale oggetto in luogo di campagna di sua pertinenza e colla quale offesero Iddio altri licenziosi suoi compagni nel dì seguente mentre era sul punto di fare quanto aveva fatto nel giorno innanzi alla presenza degli stessi suoi amici improvvisamente cadde morto.

Tre Gloria Patri e Litanie.

 

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