may, 2021

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11mayAll Day11 - Mese di maggio per i fedeli - undicesimo giorno

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Giorno undecimo

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Preparazione e avviso.

Veruntamen vae vobis divitibus, quia habetis consolationem vestram (b1). (Luc. c. 6. v. 24.)

1. Bada o figlio dilettissimo che se ascolti le massime della sapienza del Mondo, apprenderai che sono stimati felici coloro, che vivono occupati nell’accumulare le fugaci ricchezze della terra in guisa che a quelle rivolgono insaziabilmente tutti gli appetiti del cuore terreno, e i pensieri alterati della loro mente; vedi che i miseri non fanno conto neppure di quella infelicità che gli accompagna e prima di acquistarle per le cure fastidiose alle quali si espongono, e nell’acquisto miserabile per le contese e litigj e dissensioni che si moltiplicano, e dopo l’acquisto per i timori, e angoscie che debbono soffrire per conservarle: anzi voglio o figlio, che avverti come infelicemente vanno tiranneggiati dalla sete ardentissima dei beni fugaci della terra, sete che sempre cresce, e sempre tormenta senza estinguersi giammai.

2. Voglio però con affetto materno o figlio, che la tua vita sia regolata non secondo la sapienza del Mondo che è nelle tenebre, e nella bugia, ma secondo la Sapienza divina che è Luce, e Verità; luce inaccessibile, verità infallibile. Ascolta con profondo, e religioso rispetto l’oracolo divino del mio Figliuolo Gesù, che è quella Luce che illumina ogni uomo che viene nel Mondo (b1): Guai a voi o ricchi perchè avete la vostra consolazione (b2): e volle dire o ricchi della terra, voi che ponete tutti gli affetti del cuore, e tutti i pensieri della mente nei beni fugaci del Mondo, voi siete i veri infelici, i veri miserabili, poichè in vita non godete quella pace, che come eredità ho lasciato ai miei seguaci prima di ascendere al Padre (b3), e per non avere cercato in vita le vere ricchezze della Divinità dopo il breve pellegrinaggio colla perdita di tutte le ricchezze, incontrerete la eterna povertà nell’inferno.

3. Ah Figlio considera attentamente che Io tua Madre, e Gesù Mio divino Figliuolo e Fratello tuo ti aspettiamo al possesso delle ineffabili ricchezze che sono negli infiniti tesori della Divinità dell’Altissimo: ma bada bene che quanto più terrai il cuore e la mente lontana dalle ricchezze della terra tanto più ti disporrai ad una più copiosa partecipazione dei tesori divini: Dunque se vuoi consolare Me e il Mio Figliuolo c’imiterai nello spirito di altissima sublimissima povertà: e intanto se dando uno sguardo alla tua vita passata conoscerai di essere reo del gran peccato di non avere efficacemente aspirato alle ricchezze eterne, ma alle terrene e caduche ti pentirai, risolverai la tua perfetta emendazione, e senza turbarti ricorrerai a Me, ed Io come Madre di Misericordia ti ajuterò!

Ossequio.

L’ossequio che ti domando è questo: Sii più facile a versare limosine nella mano del povero, e così ti accumulerai più copiosi tesori in Dio.

Giaculatoria.

Nel dirla intendi domandare specialmente il dono di avere il cuore distaccato dalle ricchezze, e di farne buon uso se le hai e se non le hai soffrine in pazienza la penuria.

Fioretto.

Per provvederti dei mezzi necessarii alla sussistenza temporale bada di tenere lontano dal cuore ogni affetto disordinato.

Successo di eccitamento alla divozione di Maria Madre di misericordia e Refugio dei peccatori.

Un incauto giovane favorito dal Padre delle misericordie (b1) molto pietosamente nelle sue dissolutezze con inviti di grazia e chiamate dalla via di perdizione a quella della eterna salute specialmente cogli Esercizj spirituali che circa l’anno 1830 ottenne in sagro ritiramento, ove la sua conversione dopo una vita malvagia senza dubbio si dovette ripetere dalla intercessione potente della Madre della Misericordia in riconoscenza di qualche sebbene mal praticata divozione verso la Sovrana Regina dell’Universo: ma passato qualche tempo non rimase fedele a Dio, e alla Vergine Santissima, poichè battendo di nuovo la via del peccato, e per isfogare le ree passioni abusando non poco dei beni temporali, di cui la divina provvidenza lo aveva fornito per mezzo di salute, fatto sordo alle divine chiamate, che non lasciavano d’invitarlo a penitenza, non che ai rimorsi della coscienza che lo accusavano reo di vita brutale, e insieme d’ingratitudine, e di sacrilega infedeltà, e cieco nelle sue malvagie risoluzioni circa l’anno 1833. condusse seco due malvagie persone in luogo di diporto di sua pertinenza, coll’una e coll’altra si fa reo di nuovi delitti: nella sera tornando in sua Casa si pone al riposo notturno e nel dì seguente fu trovato nel suo letto morto, e il corpo fatto cadavere: racapricciò chi era consapevole de’ suoi delitti poco dianzi commessi: non si sà se nelle poche ore che passarono fra il momento del peccato, e quello della morte si confessasse de’ suoi peccati; ma adoriamo i giudizj di Dio, temiamo la sua giustizia, ed impariamo ad essere veri divoti di Maria col non tornare a crocifiggere Gesù, e mettere nuove spade al cuore della Madre Santissima.

Tre Gloria Patri e Litanie.

 

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