may, 2020

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09mayAll Day09 - Mese di maggio per i fedeli - nono giorno

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Giorno nono

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Preparazione e avviso.

Beati estis cum maledixerint vobis, et persecuti vos fuerint, et dixerint omne malum adversum vos mentientes propter me. Gaudete, et exultate, quoniam merces vestra copiosa est in Coelis (b1). (Math. c. 5. v. 11. 12.)

1. Consolati in Dio, o figlio, poichè il divino Maestro della vita tutto fuoco di amore infinito per le anime redente col suo sangue preziosissimo, nel desiderio ardentissimo che incessantemente gli arde nel divino suo petto di vederle al possesso della gloria, e a sommi gradi, non contento di avere additato un segno sicuro del Regno dei Cieli, si è degnato eziandio insegnare un mezzo efficace per avere la corona della Vita, e Vita eterna abbondante oltre ogni umano pensiere, giacchè per questo si era umiliato nel Mistero della Incarnazione: Ego veni ut vitam habeant, et abundantius habeant (b2): (Jo. 10. v. 10.) così amorosamente si espresse.

2. Ascolta dunque, o figlio, dal labbro divino del celeste Maestro i suoi oracoli di vita eterna: Beati estis cum maledixerint vobis, et persecuti vos fuerint, et dixerint omne malum adversum vos mentientes propter me. Gaudete et exultate quoniam merces vestra copiosa est in Coelis (b1): e con amore volle dire: olà anima redenta col mio sangue se vuoi ascendere ai più sublimi posti nel Regno mio, e del mio Padre, se brami giungere ai gradi di gloria a mille e mille doppii moltiplicati, se ti piace contemplare la Divinità e i suoi sagrosanti Misteri non che averne un possesso eterno, e un’ineffabile compiacenza a mille e mille gradi perfetta, quando vedrai che per essere mio fedele seguace, si parla male di te e sopra di te infurierà la persecuzione, e diranno contro di te ogni sorta di maldicenza, ti avverto che allora incominci ad essere veramente beato, e per questo ti domando che sommamente ne godi, e n’esulti, poichè per te sta preparata una mercede assai abbondante (b2).

3. Ma se ti avvedi, o figlio, che mentre lo spirito è pronto, l’umanità però in te è debole (b3), voglio che tu non ti perda di coraggio, rifletti seriamente che nel tuo divino esemplare Gesù che per amor tuo, nell’amore infinito ti ha preceduto in ogni sorta di tribolazione, persecuzione, e maldicenza, non solamente troverai un forte efficacissimo stimolo per imitarlo, mà di più Egli colla sua invitta sofferenza ti ha procurato presso il trono della Divinità un sagro diritto per avere tutte quelle grazie, che ti sono necessarie per imitarlo perfettamente.

Dunque se nel tempo passato non lo hai imitato riprendi te stesso come colpevole; piangi ogni tua negligenza [,] offri all’eterno Padre le sofferenze del Suo e Mio Figliuolo Gesù Cristo per rimediare ad ogni passato disordine, e in ogni incontro difficile se Mi vuoi consolare ricorri con fiducia a Me, e ricordati che sono la tua Madre, e Madre di misericordia.

Ossequio.

L’ossequio che ti domando è questo: colla maggiore sofferenza nelle tribolazioni procurati i più sublimi posti nel Regno de’ Cieli.

Giaculatoria.

Nel dirla intendi di domandare specialmente il dono di patire, e vieppiù patire per amore di Gesù mio divino Figliuolo.

Fioretto.

Nel mio divino Figliuolo Crocifisso procura di studiare il gran libro del patire; ed impara che la vita di chi vive sulla terra deve essere vita di patimenti.

Successo di eccitamento alla divozione di Maria Madre di misericordia e Refugio dei peccatori.

Guai a colui che favorito da Maria Madre di misericordia con delle grazie particolari, poi non si assoggetta al patire, neppure a resistere alla violenza delle passioni.

Nella occasione delle SS. Missioni fatte in una illustre Città del Dominio Pontificio poco dopo il glorioso ritorno alla S. Sede del Romano Pontefice Pio VII che avvenne l’anno 1814, un giovane di vita molto dissoluta e scandalosa ottenne la grazia di conversione accompagnata da circostanze da vedervi luminosamente la speciale protezione della Madre di misericordia Maria: mà il favorito penitente giovane per poco fedele a Dio, e grato a Maria, presto tornò all’antica via di perdizione, e per quanto si adoperasse lo zelante Vicario Generale della Diocesi cui era soggetta la città di domicilio del giovane scandaloso mai non ottenne il ravvedimento, finalmente fatto sempre più duro di cuore, e sordo alle divine voci, e dimentico della vera divozione alla sua liberatrice Maria andò a perdere la vita temporale improvvisamente nella casa di quella persona colla quale avea tenuta vita di peccato; e chi sà che non vi abbia incontrato anche la eterna perdizione? La donna sbigottita dal tremendo avvenimento, e per non vedere in sua casa il cadavere dell’estinto giovane complice degli orrendi misfatti, dispogliato degli abiti col sostegno di una fune a tratti a tratti lo calò a basso di un Cortile di sua abitazione, ove con raccapriccio degli spettatori fu ritrovato. Questa è la tragica Memoria che il suindicato Vicario Generale dipoi Vescovo vigilantissimo comunicò per lettera allo zelante Missionario, che si era adoperato per la conversione dell’infelice giovane.

 

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