L’Istituto Pallotti di Roma informa che il sito delle Opere Complete è temporaneamente fuori servizio a causa di un problema tecnico. La piattaforma, basata su una tecnologia obsoleta, ha smesso di funzionare e non è stato possibile ripristinarla.

È in valutazione la creazione di un sito emergenziale per rendere disponibile il contenuto in modo provvisorio. Nel frattempo, alcuni CD-ROM con il materiale completo restano disponibili presso l’Istituto.

Ringraziamo per la comprensione e chiediamo collaborazione nel diffondere questa informazione agli utenti interessati.

ENGLISH

*Temporary Unavailability of the Opere Complete Website*

The Pallotti Institute of Rome informs that the Opere Complete website is temporarily offline due to a technical failure. The platform, built on outdated technology, stopped functioning and could not be restored.

An emergency website is being evaluated to provide temporary access to the content. In the meantime, a limited number of CD-ROMs with the full material remain available at the Institute.

We thank you for your understanding and ask for your collaboration in sharing this information with users who rely on this resource.

È disponibile sul canale YouTube dell’Istituto San Vincenzo Pallotti un nuovo video in cui Padre Jan Kupka presenta e racconta in modo approfondito i tre volumi dell’opera “Lettere indirizzate a San Vincenzo Pallotti”, già consultabili presso la biblioteca dell’Istituto.

Nel video, Padre Kupka accompagna lo spettatore alla scoperta dei dettagli dell’opera, offrendo una spiegazione chiara e puntuale della struttura dei volumi e del lavoro che li ha resi possibili. Non si tratta di una semplice presentazione, ma di un vero percorso guidato dentro il progetto editoriale.

Attraverso il suo racconto è possibile comprendere meglio la ricchezza del materiale raccolto: un patrimonio di lettere indirizzate a San Vincenzo Pallotti che restituisce la profondità umana e spirituale delle relazioni che lo circondavano.

Particolarmente significativo è anche l’approfondimento dedicato agli aspetti editoriali e simbolici: Padre Kupka spiega infatti il significato delle copertine dei tre volumi, mettendo in luce i riferimenti scelti e il loro legame con il contenuto dell’opera.

Il video permette così di cogliere non solo il valore storico del lavoro, ma anche la sua dimensione più intima e interpretativa, aiutando a leggere l’opera con maggiore consapevolezza.

Guarda il video sul canale YouTube dell’Istituto San Vincenzo Pallotti

Invito
Invitiamo tutti a iscriversi al canale YouTube dell’Istituto per restare aggiornati sulle prossime pubblicazioni.

A breve sarà infatti disponibile un’intervista esclusiva con Padre Kupka, nella quale racconterà in dettaglio il suo straordinario lavoro di ricerca, che ha portato alla luce il contenuto di oltre 800 lettere, offrendo un contributo unico agli studi Pallottini e alla memoria del carisma di San Vincenzo Pallotti.

Anna Ferreira, Roma – Ci sono parole che attraversano il tempo e continuano a parlare. È da qui che prende forma la nuova vetrina temporanea del Museo di San Vincenzo Pallotti a Roma: tre lettere originali dell’Ottocento, scritte da mani diverse, in momenti e situazioni lontane tra loro, ma tutte indirizzate al Santo.

La nuova esposizione nasce dal lavoro di Padre Yan Kupka SAC, che ha raccolto, studiato e trascritto oltre 800 lettere conservate negli archivi Pallottini, oggi pubblicate in tre volumi. Da questo vasto patrimonio, ne sono state scelte tre per la vetrina: tre storie capaci di restituire, in modo immediato, la profondità delle relazioni costruite da San Vincenzo Pallotti.

La prima lettera, del 20 maggio 1836, introduce un orizzonte ampio. Carlo Luigi Morichini scrive a proposito di un’opera d’arte: il pittore Vincenzo Camuccini realizzerà un dipinto destinato a una chiesa in Persia. È il segno di una rete che si estende oltre Roma, intrecciando arte, fede e missione.

La seconda lettera, scritta a Roma il 23 maggio 1846 dalle sorelle Maria e Adelaide Vanni, cambia completamente scenario. Qui non c’è scambio tra fondatori, ma il grido silenzioso di chi vive nella povertà. Una madre malata, la mancanza di cibo e di abiti, la difficoltà perfino di uscire di casa. In queste righe, Pallotti è cercato come aiuto concreto, presenza capace di intervenire nella vita quotidiana.

La terza porta a Napoli ed è datata 2 settembre 1846. A scrivere è San Gaetano Errico, che si rivolge a Pallotti con affetto e riconoscenza. Le sue parole hanno il tono semplice e sincero di un’amicizia spirituale: raccontano una partenza senza saluto, affidano una comunità alle preghiere, esprimono una vicinanza che supera la distanza.

Tre lettere, tre mondi. Eppure, in tutte emerge l’apostolato di San Vincenzo Pallotti. Attraverso queste pagine si delinea una trama fatta di relazioni concrete — amicizie spirituali, richieste di aiuto, collaborazioni ecclesiali — che mostrano un apostolato vivo, radicato nella realtà e capace di raggiungere ogni situazione.

La vetrina è il risultato della collaborazione tra il Museo di San Vincenzo Pallotti, l’Archivio Generale della SAC e Padre Kupka, il cui lavoro ha reso accessibile un patrimonio complesso, fatto di lingue diverse, calligrafie difficili e storie spesso nascoste.

Lo spazio espositivo dedicato alle mostre temporanee è stato inaugurato lo scorso anno con una prima esposizione sul Giubileo del 1825, che raccontava Pallotti attraverso i suoi oggetti: la facoltà di confessare, la stola, il quaderno personale. Oggi, lo sguardo cambia direzione: dagli oggetti alle persone.

Vedere queste lettere dal vivo significa entrare in contatto diretto con storie reali, scritte quasi due secoli fa, ma ancora capaci di colpire per la loro autenticità. Il Museo di San Vincenzo Pallotti offre ora questa possibilità: un’occasione concreta per scoprire da vicino un patrimonio unico e lasciarsi sorprendere dalla forza di parole che il tempo non ha cancellato.

Il 9 aprile 2026, presso la Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda a Roma – luogo profondamente significativo per tutta la famiglia Pallottina, che custodisce sotto il suo altare il corpo di San Vincenzo Pallotti – si è svolta la presentazione di tre nuovi volumi delle Opere Complete, dal titolo “Lettere indirizzate a Pallotti”, curati da P. Jan Kupka, SAC.

La famiglia Pallottina si è riunita con gioia per celebrare insieme questa nuova pubblicazione, segno concreto di una memoria viva che continua a parlare anche oggi.

L’evento si è aperto con la celebrazione della Santa Messa, seguita dai saluti introduttivi di P. Zenon Hanas, SAC, che ha accolto i presenti sottolineando il valore di questo lavoro per tutta l’Unione dell’Apostolato Cattolico.

A seguire, P. Martin Manus, SAC, segretario della Provincia del Cuore di Gesù (Friedberg, Germania), ha proposto una riflessione dal titolo “Le lettere nel contesto delle Opere Complete”, aiutando a comprendere il significato di questa raccolta nel più ampio progetto editoriale.

Momento centrale dell’incontro è stata la presentazione dei volumi da parte di P. Jan Kupka, SAC, arricchita dalla lettura di alcuni brani scelti. Le 881 lettere raccolte offrono uno sguardo diretto su San Vincenzo Pallotti: emergono le voci di persone che a lui si rivolgevano con fiducia, chiedendo aiuto, consiglio e preghiera, restituendo così un volto concreto e vicino del Fondatore.

Questa pubblicazione rappresenta un dono prezioso non solo per la famiglia Pallottina, ma per tutta la Chiesa e per chiunque desideri conoscere più da vicino la figura e l’opera di San Vincenzo Pallotti. Un materiale che continua a ispirare e a rendere vivo oggi il carisma dell’Apostolato Cattolico.

Di seguito, il testo integrale dell’omelia di Padre Daniel Rocchetti, direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti, pronunciata durante la celebrazione eucaristica.

Carissimi fratelli e sorelle,

Cari amici e amiche di San Vincenzo Pallotti,

Oggi viviamo un momento davvero speciale — direi, un momento storico per la nostra famiglia Pallottina. Ci ritroviamo non solo per celebrare l’Eucaristia in questa settimana pasquale, ma anche per accogliere un avvenimento significativo nella nostra storia: la presentazione delle Lettere Indirizzate a San Vincenzo Pallotti, opera preparata con grande dedizione da P. Jan Kupka. 

Questi nuovi volumi si aggiungono alle Opere Complete curate da p. Francesco Moccia e alle Lettere di Pallotti raccolte da p. Bruno Bayer. Ora, con questi tre blocchi di scritti, possiamo contemplare Vincenzo Pallotti con uno sguardo nuovo e sempre rinnovato: il giovane pieno di sogni, lo studente diligente, il sacerdote disponibile a tutti, il cantore dell’Amore Infinito, l’uomo che accolse da Cristo — l’Apostolo del Padre — l’ispirazione dell’Apostolato Cattolico.

La Parola di Dio che abbiamo ascoltato oggi ci aiuta a comprendere la profondità di questo momento. Il Vangelo conclude il racconto dei discepoli di Emmaus e ci presenta due domande fondamentali: 

La Risurrezione è stata forse un’illusione? 

La Risurrezione ha rappresentato una rottura con la storia spirituale d’Israele?

Ed il Vangelista Luca risponde con chiarezza:  

Anzitutto lui ricorda che “così sta scritto: il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto il terzo giorno”: cioè, la Risurrezione non contraddice la storia d’Israele, ma ne è il vertice!

Poi mostra il realismo dell’incontro: “Guardate le mie mani e i miei piedi… Toccatemi… Avete qui qualcosa da mangiare?” Il Risorto non è un fantasma, né il frutto dell’immaginazione dei discepoli… no! Egli si lascia vedere, toccare, riconoscere.

Ed è proprio qui che troviamo un parallelo luminoso con ciò che viviamo oggi.

Come la Risurrezione ha inaugurato un modo nuovo di incontrare il Signore, così queste Lettere inaugurano un modo nuovo di incontrare Pallotti. 

Perché qui non è Pallotti che parla: sono coloro che lo hanno visto, ascoltato, toccato. 

A lui scrivevano nobili e contadini, cardinali e semplici lavoratori, religiosi e madri di famiglia. Gli chiedevano consigli, preghiere, visite, aiuto pastorale, sostegno materiale per sopravvivere.

Queste Lettere rivelano un Pallotti reale, concreto, quotidiano: l’uomo che camminava per le strade di Roma, che bussava alle porte, che correva a visitare un malato, che si lasciava interrompere, che ascoltava, consolava, serviva. 

È il Pallotti che la gente ha conosciuto da vicino. 

È il Pallotti che hanno toccato. 

È il Pallotti che loro testimoniano.

E come il Risorto “aprì la mente dei discepoli per comprendere le Scritture”, così queste Lettere potranno aprire anche la nostra mente per comprendere meglio chi fosse questo uomo buono, questo sacerdote fedele, portatore del carisma che ci unisce e iniziatore della nostra storia. 

Forse — oso dirlo — queste lettere potranno perfino provocarci. 

Forse ci costringeranno a rivedere alcune immagini che ci siamo fatti di lui. 

Forse smonteranno qualche idealizzazione e faranno emergere tratti più umani, più veri, più vicini.

Ma qui nasce una domanda decisiva per ciascuno di noi:

Avremo il coraggio di chinare il capo su queste pagine e permettere che rinnovino la nostra comprensione di Vincenzo Pallotti? 

Avremo l’umiltà di fare, con il Fondatore, una “nuova esperienza”, come i discepoli fecero con il Risorto, lasciando che una luce nuova trasformi il nostro sguardo antico?

Carissimi… io lo spero! 

Ma so anche che questo è impegnativo… molto impegnativo; tuttavia necessario. E sarà profondamente fecondo.

Perché, in verità, il lavoro di P. Kupka — così meticoloso, così generoso, così prezioso — merita di essere accolto, onorato e portato a frutto.

Francesco Moccia ci ha consegnato gli scritti di Pallotti. Bruno Bayer ci ha offerto le Lettere scritte da Pallotti. E ora P. Jan Kupka ci presenta le Lettere indirizzate a Pallotti, rivelando le attese, le sofferenze, le speranze e la fiducia che tanti riponevano in lui.

Con queste lettere, una luce nuova si accende sul nostro Fondatore. E questa luce ci permette di contemplare, con ancora più gratitudine, l’opera magnifica che Dio — l’Amore Infinito — ha compiuto nella vita di Vincenzo Pallotti e il carisma dell’Apostolato Cattolico che egli ha accolto, coltivato e offerto alla Chiesa, per poi affidarlo anche a noi.

Cari confratelli e care consorelle, noi siamo davvero figli e figlie dell’Apostolato Universale.

E la nostra vita troverà il suo senso più vero solo quando — come è accaduto a Pallotti — avremo il coraggio di lasciare che tutta la nostra esistenza si immerga, con generosità e audacia, proprio in questo Apostolato Cattolico.

Anna Ferreira, Roma – Un progetto unico, destinato a segnare profondamente gli studi Pallottini, sta per essere presentato ufficialmente: la raccolta e trascrizione delle lettere indirizzate a San Vincenzo Pallotti, curata da Padre Jan Kupka.

La presentazione avrà luogo giovedì 9 aprile presso la Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, dove riposano le spoglie del Santo: un luogo che rende questo appuntamento particolarmente significativo per tutta la Famiglia Pallottina.

Per comprendere la portata di questo lavoro, abbiamo incontrato P. Kupka, che ci ha accompagnato dentro un progetto che è insieme ricerca storica, esperienza spirituale e servizio alla memoria del carisma Pallottino.

Unintuizione nata dallo studio

L’idea nasce da anni di lavoro sugli scritti di Pallotti. Come racconta P. Kupka, proprio approfondendo queste fonti è maturata la convinzione che mancasse qualcosa di essenziale: “si vedeva necessario pubblicare anche tutte queste lettere conservate nell’archivio”.

Non si tratta semplicemente di un’aggiunta, ma di un cambio di prospettiva: non più solo ciò che Pallotti scrive, ma ciò che gli altri scrivono a lui. È qui che emerge il volto più umano e relazionale del Santo.

Un lavoro immenso, tra calligrafie e lingue

Fin dall’inizio, il progetto si è rivelato molto più complesso del previsto. “Quando ho cominciato, ho visto che era un lavoro immenso”, racconta P. Kupka.

Ogni lettera rappresentava una sfida: calligrafie diverse, spesso difficili da decifrare, testi scritti da persone semplici che “scrivevano come parlavano”, senza punteggiatura e con frequenti ripetizioni. In alcuni casi, una sola lettera richiedeva giorni di lavoro.

A questo si aggiungeva la varietà delle lingue: italiano, latino, francese, inglese, spagnolo, portoghese e perfino arabo. Un lavoro che ha richiesto non solo competenze tecniche, ma anche una rete di confronto e studio.

Non sono mancati momenti di fatica: “a volte mi sono scoraggiato”, confessa, ma la perseveranza ha permesso di portare a termine un’opera straordinaria.

Dallarchivio alla vita: un mondo che si apre

Nel corso del lavoro, le lettere si sono rivelate molto più di semplici documenti. “Dietro ogni lettera c’era una persona”, spiega P. Kupka, sottolineando come questo lavoro gli abbia permesso di conoscere in profondità la vita della Roma dell’Ottocento.

Ogni testo apriva una storia: religiose in difficoltà, fedeli in crisi, persone segnate da problemi familiari o sociali. In alcuni casi, le lettere diventano vere e proprie richieste di aiuto disperate.

È il caso, ad esempio, di una religiosa che, nel contesto dei tumulti del 1848, scrive a Pallotti chiedendo aiuto perché rischia di rimanere senza casa: non ha famiglia, non ha dove andare, e si affida completamente a lui.

In un altro episodio, Pallotti risponde indicando una soluzione concreta, mettendo in contatto la persona con una benefattrice, la Baronessa Kinski. Questo dettaglio, racconta P. Kupka, lo ha spinto a indagare ulteriormente, scoprendo la storia di questa donna, convertita al cattolicesimo e inserita nel tessuto sociale romano.

Un intreccio di relazioni che attraversa il mondo

Le lettere rivelano una rete sorprendente, che va ben oltre Roma. Missionari, religiosi, nobili, persone comuni: tutti si rivolgono a Pallotti.

Tra le scoperte più suggestive, P. Kupka racconta l’incontro con la figura di un vescovo missionario, Jean Baptiste Pompallier, che scrive a Pallotti dalla Nuova Zelanda. Un dettaglio nato quasi per caso, da una fotografia scattata in una chiesa romana, che si è poi rivelata parte di una storia più ampia.

Questa dimensione mostra come il carisma di Pallotti fosse già allora aperto al mondo.

Un volto profondamente umano del Santo

Attraverso queste lettere emerge con forza un San Vincenzo Pallotti vicino, accessibile, profondamente coinvolto nella vita delle persone.

La relazione che si percepisce è fatta di fiducia e confidenza. Molti scrivono a lui come a un padre spirituale, condividendo anche le situazioni più intime.

Una delle lettere più toccanti, racconta P. Kupka, è quella di un frate cappuccino scritta dopo la morte del Santo, senza saperlo: una lettera che “suona quasi come una confessione”, segno di un legame spirituale profondissimo.

Una ricchezza per tutta la Chiesa

Le lettere non riguardano solo l’ambiente Pallottino, ma toccano una rete molto più ampia. Tra i documenti emerge, ad esempio, una lettera del cardinale Luigi Lambruschini, scritta alla vigilia del conclave del 1846, che testimonia la fiducia riposta in Pallotti anche in momenti cruciali della vita ecclesiale.

Questo mostra come l’opera rappresenti un contributo prezioso non solo per la famiglia Pallottina, ma per la storia della Chiesa Cattolica.

Un dono nato dalla perseveranza

Dopo anni di lavoro, segnati anche da pause forzate e difficoltà personali, P. Kupka ha portato a compimento un’opera che lui stesso definisce, con semplicità, motivo di gratitudine: è stato “un grande arricchimento spirituale, storico e umano”.

Un invito al 9 aprile 2026

La presentazione ufficiale si terrà giovedì 9 aprile alle ore 17.00 presso la Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda.

Un’occasione preziosa per conoscere da vicino questo straordinario lavoro e lasciarsi guidare, attraverso le voci di chi scriveva a Pallotti, alla scoperta di un volto ancora più profondo e vivo di San Vincenzo Pallotti.