Nel contesto della visita canonica alla Casa Generalizia, il Rettore Generale, P. Zenon Hanas, accompagnato dal Vice Generale, P. Jeremiah (Derry) Murphy, ha visitato lunedì 23 marzo 2026 l’Istituto San Vincenzo Pallotti e la Biblioteca della Casa Generalizia.

Ad accoglierli il Direttore dell’Istituto, P. Daniel Rocchetti, insieme alla segretaria Anna Ferreira. L’incontro si è svolto in un clima di fraternità e dialogo aperto, favorendo uno scambio concreto sulle attività e le prospettive dell’Istituto.

Al centro del confronto, i progetti per il 2026, con particolare attenzione agli Incontri di Studio e Formazione e alle iniziative di carattere accademico ed editoriale. Tra queste, il concorso internazionale di articoli, che nella sua prima edizione ha raccolto 35 contributi provenienti da diverse parti del mondo, rappresentando un’importante occasione di confronto scientifico.

Sono stati inoltre presentati i programmi della rivista Apostolato Universale e le prospettive del Simposio Internazionale previsto per il prossimo autunno, evento che intende coinvolgere studiosi e membri della Famiglia Pallottina a livello globale.

La visita è proseguita presso la Biblioteca della Casa Generalizia, attualmente chiusa per lavori di manutenzione. Dopo interventi già realizzati per risolvere problemi di infiltrazioni, si rende ora necessario il rinnovamento dell’impianto elettrico, non più conforme alle normative vigenti. Durante la visita, è stato possibile osservare il patrimonio librario custodito e valutare la situazione attuale degli spazi, in vista di futuri interventi di riqualificazione.

La visita canonica è stata un momento significativo di ascolto, verifica e condivisione, confermando l’attenzione del governo generale verso le attività dell’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma.

L’Istituto San Vincenzo Pallotti presenta la versione digitale integrale della 58ª edizione della Rivista Apostolato Universale, numero speciale che raccoglie e consegna alla memoria ecclesiale il cammino del Giubileo Pallottino 2025. Dopo la diffusione dell’edizione cartacea, la pubblicazione online rende disponibili i contributi completi con testi originali e traduzioni, offrendo uno strumento di consultazione immediato e fruibile.

Questa edizione nasce nel contesto dell’Anno Giubilare della Speranza e trova la sua ispirazione nelle parole di San Vincenzo Pallotti: “Finché si vive, c’è speranza”. L’espressione, tratta da una lettera indirizzata a Padre Felice Randanini, non è uno slogan, ma una sintesi della visione spirituale del Fondatore. Per Pallotti, la speranza scaturisce dalla fiducia illimitata nella misericordia di Dio, dalla possibilità sempre aperta di conversione e dalla certezza che ogni persona, finché vive, è chiamata a corrispondere alla grazia.

Il Giubileo Pallottino ha voluto riportare al centro proprio questa convinzione: la speranza come forza che sostiene la missione, orienta il cammino spirituale e rinnova l’impegno apostolico di ogni battezzato. In questo orizzonte si colloca il primo Concorso internazionale di articoli promosso dall’Istituto, che ha coinvolto 35 giovani tra seminaristi, religiose con voti temporanei e laici universitari della Famiglia Pallottina. Non un semplice esercizio accademico, ma un’esperienza formativa capace di tradurre il carisma in riflessione viva e attuale.

La versione digitale valorizza questo percorso rendendo accessibili, accanto alle traduzioni in italiano e in inglese, anche i testi originali in portoghese e polacco. Una scelta editoriale che amplia le possibilità di studio e approfondimento e permette di accostare i contributi nella loro forma autentica.

Articoli vincitori del Concorso:                                                                                                   

  • “Pallotti – Homo vivens, ens sperans, homo viator” – Agnieszka Pawlak SAC
  • “Un pellegrino fatto tutto per tutti” – Bruno Coelho Gonçalves SAC
  • “Pallotti e l’arte di speranza nell’epoca dell’insicurezza” – Katarzyna Gruca SAC
  • “The Hope of a Charism” – João Marcelo Leite de Almeida SAC

Contributi di approfondimento:

  • “A esperança nos escritos de São Vicente Pallotti” – Juliano Dutra SAC e Jorge Calado Paúnde SAC
  • “I 100 anni di Storia Sacra della nostra Casa Madre: 1925–2025” – sr. Vittorina D’Imperio

Scarica la rivista completa – Edizione 58:

Anna Ferreira, Roma – Una nave parte da Trieste, diretta verso terre lontane e quasi sconosciute. A bordo, due giovani missionari tedeschi carichi di speranza e coraggio. Da quel viaggio nasce una storia che, negli anni, coinvolgerà centinaia di missionari e migliaia di persone. È questo il racconto dei 75 anni della missione Pallottina in India, celebrati nel primo incontro di studio e formazione del 2026 promosso dall’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma.

L’incontro dell’11 marzo all’Hotel Ponte Sisto ha riunito la famiglia Pallottina per commemorare i 75 anni di missione: da quei primi pionieri giunti nel 1951, oggi l’India è il paese che offre il maggior numero di vocazioni alla Società dell’Apostolato Cattolico.

Gli incontri di studio organizzati ogni anno dall’Istituto approfondiscono la spiritualità e il carisma di San Vincenzo Pallotti. Aperte al pubblico, queste occasioni diventano momenti di riflessione e formazione sui temi della missione Pallottina nel mondo.

I pionieri della missione

A guidare il viaggio nella storia è stato Padre Rahul Philips SAC, che ha illustrato le tappe principali della presenza Pallottina in India.

La missione ebbe inizio nel 1951 con l’arrivo dei primi missionari provenienti dalla Germania, inviati dalla Provincia del Sacro Cuore di Gesù: i sacerdoti Lorenz Scheu SAC e Werner Hunold SAC. Dopo trentadue giorni di navigazione dal porto di Trieste, raggiunsero Mumbai e si stabilirono a Raipur, nell’India centrale.

Il territorio affidato ai Pallottini era vasto: quasi quattro milioni di abitanti, ma poco più di duemila cattolici. Le difficoltà erano molte: lingua, clima, isolamento e scarsità di personale. In alcuni momenti si pensò persino di chiudere la missione, ma i pionieri decisero di restare e continuare con determinazione il loro servizio.

Poco dopo si unì a loro Padre Joseph Strittmatter SAC, pervenuto dalla Australia, le cui competenze tecniche furono fondamentali per costruire le prime strutture della giovane missione.

Il contributo di P. Ansgar Faller

Durante l’incontro è stata ricordata anche la figura di Ansgar Faller, pallottino tedesco e primo direttore dell’Istituto Pallotti. Missiologo e studioso appassionato, Faller promosse una forte coscienza missionaria nella Società e sostenne l’avvio della missione in India.

Per oltre cinquant’anni si dedicò allo studio della vita di San Vincenzo Pallotti e alle origini della Società, raccogliendo documenti, lettere e testimonianze ancora oggi preziose per la ricerca Pallottina. Il suo lavoro ha permesso di ricostruire con precisione la storia del fondatore e della nascita della Società.

Una missione che guarda al futuro

Oggi la missione Pallottina in India è cresciuta in modo significativo. Centinaia di membri operano in parrocchie, scuole e opere sociali, con una presenza diffusa in molte regioni del paese.

Particolare rilievo ha l’impegno nell’educazione, nella promozione dei laici e nel servizio alle comunità più vulnerabili. Negli ultimi decenni, molti Pallottini indiani sono stati inviati come missionari in altri continenti, rafforzando la dimensione internazionale della missione Pallottina.

Un momento di fraternità

L’incontro si è concluso con un momento di fraternità: gli studenti Pallottini indiani hanno offerto ai partecipanti un dolce tipico del loro paese, permettendo a tutti di assaporare simbolicamente la ricchezza della cultura di quel colorato paese. Un gesto semplice ma significativo, che ha ricordato come la missione Pallottina, nata dall’incontro tra popoli e culture diverse, continui oggi a costruire ponti tra continenti, generazioni e tradizioni.

Anna Ferreira, Roma – In vista dell’incontro di studio e formazione promosso dall’Istituto San Vincenzo Pallotti, in programma l’11 marzo presso l’Hotel Ponte Sisto a Roma, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Padre Rahul Phillips, SAC, Consultore Generale della Società dell’Apostolato Cattolico, sulla storia e sulle prospettive della missione Pallottina in India. Questa missione, avviata nel 1951, ebbe origine grazie ai missionari inviati dalla Germania, provenienti da comunità Pallottine mature nella fede di quel bel paese.

“La loro decisione di rimanere in India, anche quando fu suggerito di chiudere quell’inizio ‘senza speranza’, rivelò un coraggio missionario che ha posto le fondamenta di tutto ciò che è seguito,” racconta Padre Phillips. Si può solo immaginare la determinazione di quei missionari sacerdoti e fratelli tedeschi: lasciarono famiglie e sicurezza per portare Gesù, la misericordia e l’amore di Cristo in una terra lontana, tra lingue sconosciute, culture diverse e ostacoli apparentemente insormontabili. Non erano eroi isolati, ma testimoni di una vocazione vissuta con umiltà e perseveranza, capaci di trasformare ogni difficoltà in un’opportunità di servizio.

Il loro coraggio non era alla ricerca di gloria, ma vera fedeltà alla chiamata di Dio: dal primo contatto con la comunità di Bombay (oggi Mumbai) fino all’apertura della missione a Raipur, ogni passo racconta una storia di fede che si fa azione. Ogni gesto, dall’insegnamento ai bambini all’assistenza ai poveri, era una testimonianza vivente dell’amore di Cristo, un seme piantato con pazienza e dedizione che ha dato frutti concreti nella vita di migliaia di persone. Padre Phillips sottolinea come questa perseveranza abbia acceso la scintilla delle vocazioni locali, portando la missione a diventare non solo una presenza straniera, ma una Chiesa autenticamente radicata nella vita quotidiana dell’India. E come ogni atto di carità e misericordia, dai seminari ai centri per lebbrosi, abbia incarnato il cuore del carisma Pallottino: un amore concreto, capace di raggiungere chi è più emarginato e più bisognoso.

Momenti fondamentali della missione

Padre Rahul Phillips ricorda alcuni passaggi decisivi: la nascita delle vocazioni indigene con l’ordinazione del primo sacerdote e la professione del primo fratello Pallottino indiano nel 1959, la creazione di seminari minori per radicare il carisma Pallottino nella cultura locale, e la fondazione del Centro di Riabilitazione per lebbrosi Jeevodaya nel 1971 ad Abhanpur, che ha restituito dignità ai più emarginati. “L’istituzione del ‘Sahayatri Movement’ e del Centro di Animazione Pallottina a Nagpur ha trasformato il carisma in corresponsabilità concreta tra sacerdoti, religiosi e laici,” sottolinea Padre Phillips. “L’India, da Chiesa che riceveva missionari, è diventata una forza missionaria a livello globale, presente in Africa, Europa, Americhe e Asia.”

Il Giubileo: gratitudine che ispira

Il Giubileo che celebriamo in quest’anno 2026 non è una semplice commemorazione storica, ma una spiritualità radicata nell’umiltà e nella gratitudine. “La gratitudine non è trionfalismo, ma riconoscimento che la missione è opera di Dio,” afferma Padre Phillips. Essa si declina in tre dimensioni: la “memoria che guarisce”, che ricorda le fatiche e gli scoraggiamenti; l’“umiltà che radica”, che attribuisce a Dio ogni successo; e la “profezia che invia”, che trasforma la gratitudine in slancio missionario. Per i fedeli di oggi, questo Giubileo è un invito a rinnovare la speranza e la perseveranza nella carità. “Come la Quaresima è un pellegrinaggio del cuore, così il Giubileo invita ogni credente a chiedersi: che cosa rinnova la mia forza? La gratitudine previene lo scoraggiamento e ispira a non stancarsi di fare il bene.” Ha spiegato.

Sfide e opportunità della missione oggi

Guardando al futuro, Padre Phillips individua sfide importanti: la polarizzazione religiosa, le tensioni sociali in una società multireligiosa, i rapidi cambiamenti culturali e tecnologici, il discernimento vocazionale e la necessità di formazione interculturale e maturità emotiva. “Ma queste sfide sono anche opportunità,” spiega. “Il contesto pluralistico dell’India offre uno spazio immenso per il dialogo interreligioso e per un rinnovato slancio evangelizzatore, soprattutto tra i giovani.” Durante il recente Simposio Nazionale a Nagpur, le direzioni future sono state chiaramente delineate: rafforzare l’Unione dell’Apostolato Cattolico come comunione viva, approfondire la teologia contestuale indiana, mantenere l’opzione preferenziale per i poveri e abbracciare la responsabilità ecologica ispirata alla ‘Laudato Si’’.

Lezioni per le vocazioni missionarie oggi

L’esperienza della missione in India offre preziosi insegnamenti per chi desidera vivere una vocazione missionaria: la missione comincia con umiltà e ascolto della cultura locale; la perseveranza nei momenti difficili produce frutti duraturi; la corresponsabilità tra sacerdoti, religiosi e laici è essenziale; l’amore per i poveri non è un accessorio, ma il cuore dell’evangelizzazione; e la missione è dinamica e universale: la disponibilità a servire ovunque sia necessario mostra una vocazione autentica. “I Pallottini indiani, un tempo destinatari di missionari, oggi operano in diversi continenti,” conclude Padre Phillips. “Il carisma Pallottino non è fissato geograficamente: è una grammatica viva da parlare in ogni cultura, in ogni epoca e in ogni cuore. La missione continua in noi.”

Appuntamento a Roma

L’11 marzo, presso l’Hotel Ponte Sisto a Roma, Padre Rahul Phillips racconterà questa storia viva, intrecciando memoria, gratitudine e prospettive future, offrendo spunti concreti per chi desidera far crescere la propria vocazione missionaria nel segno del servizio, dell’amore e della misericordia. Un’occasione unica per celebrare di più i 75 anni di storia Pallottina in India e per lasciarsi ispirare dal coraggio e dalla dedizione dei confratelli Pallottini che hanno seminato fede e carità in terre lontane