Roma non è stata solo lo sfondo, ma la vera protagonista dei pomeriggi della Settimana di Studio e Formazione Pallottina, appena conclusa presso l’Istituto San Vincenzo Pallotti. Tra vicoli, chiese e case silenziose, i giovani Pallottini hanno trasformato la Città Eterna in un’aula viva, camminando sui passi di San Vincenzo Pallotti nei luoghi in cui visse, pregò, studiò e si spese senza riserve per la carità.
Dopo le lezioni del mattino, dedicate all’approfondimento teorico, lo studio ha preso forma concreta nel cammino. Non una semplice visita guidata, ma un vero pellegrinaggio urbano, capace di intrecciare memoria storica, riflessione spirituale e attualità del carisma Pallottino, ancora oggi sorprendentemente vivo.
I luoghi della vita, della missione e della carità
Il percorso ha toccato alcuni dei luoghi più significativi della vita di San Vincenzo Pallotti. Alla chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, dove il Santo trascorse gli ultimi anni e dove oggi riposa il suo corpo, i partecipanti hanno sostato in silenzio, riflettendo su una santità vissuta nella quotidianità, fatta di fedeltà e servizio.
Alle Cento Preti, oggi Ospedale Militare, e alle Carceri Nuove, è emersa con forza la dimensione di una carità senza confini: quella che spinse Pallotti a farsi prossimo di soldati malati e prigionieri, senza distinzioni.
Il cammino ha incluso anche luoghi legati alla formazione e alla visione universale della Chiesa, come il Collegio Inglese e il Collegio Irlandese, segni concreti dell’attenzione del Santo per una missione che andava ben oltre i confini di Roma e dell’Italia.
Particolarmente significativa è stata la visita alla Casa della Famiglia di San Vincenzo Pallotti, in via del Pellegrino 130, luogo della vita quotidiana del Santo e culla delle prime opere dell’Unione dell’Apostolato Cattolico. Altri momenti di riflessione si sono svolti in chiese e spazi emblematici dell’apostolato urbano: Santa Lucia del Gonfalone, Santa Maria del Suffragio, Santo Spirito dei Napoletani – luogo della fondazione dell’Unione dell’Apostolato Cattolico –, Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova), San Lorenzo in Damaso e Sant’Andrea della Valle, per anni sede dell’Ottavario dell’Epifania.
Sulle orme della carità: la Pia Casa di Carità
Tra tutte le tappe, una delle più intense è stata senza dubbio la visita alla Pia Casa di Carità, vissuta ripercorrendo fedelmente il gesto compiuto da San Vincenzo Pallotti nel 1838, in occasione dell’inaugurazione dell’opera.
Il pellegrinaggio è iniziato dalla chiesa dei Santi Martiri Quirico e Giulitta, nel rione Monti, da dove Pallotti partì in processione insieme alle bambine orfane. A distanza di 188 anni, i giovani Pallottini hanno seguito lo stesso tragitto, riflettendo su una carità che non resta astratta, ma si traduce in passi, fatica e dedizione quotidiana.
Giunti alla Pia Casa di Carità, il gruppo è stato accolto da suor Sara Carfagna, superiora della Pia Casa di Carità e membro del Consiglio Provinciale delle Suore Pallottine, che ha raccontato con semplicità e partecipazione il servizio che ancora oggi le religiose portano avanti nel solco del carisma del Fondatore.
Nella cappella della Pia Casa di Carità, il gruppo si è poi raccolto in preghiera. Tra i segni più eloquenti, il crocefisso portato in processione da Pallotti nel 1838 e le scale sulle quali il Santo si sedeva per riposare dopo la faticosa salita dei gradini, prima di riprendere la sua missione. Suor Fatima Kujur, con semplicità e sorriso, ha mostrato anche il campanello che Pallotti utilizzava per chiamare le bambine alla preghiera.
Oggi l’opera continua: nella Pia Casa vivono tre bambine e ragazze insieme alle suore; durante i fine settimana rientrano nelle famiglie di origine, mentre i posti disponibili vengono messi a disposizione della giustizia italiana. Un segno concreto di un apostolato della carità che attraversa il tempo.
Altri luoghi dei passi di Pallotti
Il pellegrinaggio urbano ha toccato anche la Basilica di San Marco, Santa Maria ai Monti, la casa di Giacomo Salvati in via del Boschetto e i luoghi legati alla formazione del Santo: San Pantaleo e la Scuola degli Scolopi, l’Università La Sapienza, il Collegio Romano e la Casa di Ritiri Spirituali dei Lazzaristi a Montecitorio, dove Pallotti visse intensi momenti di preghiera e predicò esercizi spirituali.
Particolarmente significative sono state le soste alla Basilica di San Silvestro in Capite, dove il gruppo è stato accolto dal rettore Padre Rory Hanly, e alla chiesa di Santa Maria in Trivio, davanti alle reliquie di San Gaspare del Bufalo, amico spirituale di Pallotti, con il quale condivise un profondo legame di fede e missione.
Attraverso lo studio, l’osservazione e il cammino, i pomeriggi della Settimana di Studio e Formazione Pallottina hanno mostrato con chiarezza che il carisma di San Vincenzo Pallotti non appartiene al passato. Camminare dove il Santo ha camminato, ha aiutato i giovani a comprendere che l’apostolato nasce dall’incontro tra fede, storia e vita concreta, e che i suoi passi continuano ancora oggi a indicare una strada di speranza per il presente e per il futuro.































