Anna Ferreira, Roma –  Che cosa significa davvero servire Cristo quando nessuno ci guarda?
È stata questa la domanda che ha attraversato la sala Vivaldi dell’Hotel Ponte Sisto a Roma, dove la Famiglia Pallottina si è riunita per l’ultimo incontro di studio e formazione del 2025, promosso dall’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma. Al centro della serata, il cuore della spiritualità Pallottina: la vita di Cristo e l’intuizione di san Vincenzo Pallotti, che ha consegnato alla Chiesa un carisma fatto di carità, missione e profonda unione con Dio.

L’occasione è stata la presentazione dello studio di Madre Stella Marotta, “Un apostolato occulto per ravvivare la fede tra i cattolici: punti di quotidianità apostolica”. Madre Stella, che ha scritto gran parte del testo pregando davanti alle spoglie di san Vincenzo Pallotti nella Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, non ha potuto essere presente per impegni legati al suo servizio di Madre Generale. Per questo ha affidato la presentazione a suor Ellen Cirila, chiedendole personalmente di condividere il suo studio con tutta la Famiglia Pallottina.

Una serata viva, più di una conferenza: un incontro

Fin dalle prime parole, suor Ellen ha trasformato la sala in un luogo di ascolto e di dialogo. Ha rivolto domande, ha invitato diversi partecipanti a leggere brani del testo e ha reso tutti parte di un cammino comune. La sua conduzione dinamica ha fatto sì che lo studio di Madre Stella non fosse solo da ascoltare, ma da vivere insieme.

Lo studio conduce nel cuore del carisma Pallottino: san Vincenzo Pallotti che, nel suo discernimento, matura la certezza di dover “istituire l’Unione nella Chiesa”, intuendo che la missione è di tutti e che ogni battezzato ha un ruolo nell’annuncio del Vangelo. Madre Stella mette in luce la profondità dell’“apostolato occulto”, definito come un apostolato “all’infrarosso”, vissuto lontano dagli sguardi ma visto da Dio, e capace di sostenere ogni altra azione apostolica. È il battito nascosto che dà vita alle opere visibili, la dimensione che Pallotti ha incarnato nella sua adorazione silenziosa, nel suo ministero instancabile e nella compassione verso i più fragili.

Nazaret come scuola: la vita nascosta di Cristo

Uno dei passaggi più intensi è stato quello dedicato alla vita nascosta di Gesù a Nazaret, che Madre Stella presenta come vera “scuola dell’apostolato”. Per trent’anni Cristo ha imparato, nel silenzio e nella semplicità, la fedeltà, il lavoro, l’amore discreto. Maria, Regina degli Apostoli pur senza aver predicato, e san Giuseppe, con il valore del suo lavoro quotidiano, emergono come maestri di un apostolato che non fa rumore e che prepara alla missione pubblica.

In questa luce, suor Ellen ha evidenziato quanto Pallotti desiderasse che i suoi figli spirituali vivessero la stessa unione tra interiorità e servizio, tra preghiera e gesti concreti, tra contemplazione e carità quotidiana.

Un dialogo ricco: la partecipazione dei presenti

Nella parte conclusiva dell’incontro, la riflessione è cresciuta grazie agli interventi dei partecipanti, che hanno mostrato quanto il tema dell’apostolato nascosto sia attuale.
Padre Derry Murphy SAC, Primo Consultore Generale, ha richiamato l’attenzione sul bisogno di rendere concreto l’apostolato quotidiano, trasformando lo studio ascoltato in scelte reali di vita.
Padre Vanderlei Luiz Cargnin SAC, Economo Generale, ha ampliato lo sguardo interrogandosi su come custodire il valore dell’apostolato occulto nell’epoca dei social media, dove tutto sembra richiedere visibilità.
Gabriella Acerbi, Presidente dell’UAC, ha ricordato l’importanza di una testimonianza cristiana riconoscibile non tanto per le parole, quanto per il modo di vivere: gesti semplici, sorrisi, accoglienza.
Claudia Donnini ha richiamato l’attenzione sull’apostolato nascosto di Gesù stesso, che ha donato la vita nel silenzio di un amore totale.
Donatella Acerbi ha posto infine l’accento sulla parola “disponibilità”, una dimensione essenziale del carisma Pallottino che merita di essere riscoperta.

Gli interventi, diversi ma convergenti, hanno mostrato come la riflessione proposta da Madre Stella non appartenga al passato, ma interpelli il presente: la vita di oggi, le nostre relazioni, il modo in cui ciascuno può essere apostolo nel quotidiano.

Nel concludere, suor Ellen ha espresso, a nome suo e di Madre Stella, il desiderio che quanto vissuto non resti solo un passaggio intellettuale, ma diventi per ciascuno un invito a rinnovare la propria vita interiore e a ritrovare motivazione nell’apostolato quotidiano. Una realtà ben riassunta da una delle espressioni più forti del carisma Pallottino: il vero apostolato nasce dal cuore unito a Cristo, cresce nel silenzio, si alimenta nella preghiera e si traduce in gesti semplici di amore. L’incontro si è concluso con lo sguardo rivolto a Cristo e al Fondatore, nella consapevolezza che l’apostolato più fecondo è spesso quello che non si vede, ma che Dio riconosce e accoglie.

 

Anna Ferreira, Roma – Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra chiedere attenzione: notifiche, immagini, aggiornamenti continui. Oggi il valore di un gesto si misura spesso dai numeri e dalla visibilità; il silenzio, invece, appare quasi sospetto, come se ciò che non si vede non esistesse.

È proprio in questo contesto che la figura di San Vincenzo Pallotti irrompe come una provocazione benefica. Nel nostro mondo che esige vetrine, Pallotti scelse l’invisibile. Nel nostro mondo che premia l’apparire, lui cercò l’essenziale. Nel nostro mondo che distribuisce  riconoscimenti, lui evitò ogni merito.

Durante la nostra conversazione, Madre Stella Marotta ha definito questo stile con parole che restano nel cuore: “Il Regno di Dio avanza attraverso il bene che non fa rumore. È un seme che lavora in profondità.”

La forza del poco: voci di Madre Stella Marotta

Nello studio preparato per la giornata del 10 dicembre, Madre Stella insiste su un punto: la costanza nel poco. Non eroismi, non gesti spettacolari, non grandi discorsi. Il metro Pallottino è sobrio: ascoltare, pregare, servire, accompagnare. Se oggi molti cercano approvazione immediata, nell’Ottocento la tentazione aveva altre forme: il prestigio ecclesiastico, l’onore cittadino, la lode pubblica. Pallotti rifiutò tutto questo. Non cercò titoli, non cercò posizioni, non cercò protagonismo. La sua “gloria” erano le anime: ascoltarle, guarirle, sostenerle.

Madre Stella lo dice chiaramente: “Pallotti non chiede di fare grandi cose, ma di vivere bene le piccole, con amore e continuità. È lì che nasce la santità.”

Un episodio che illumina: l’Ottavario dell’Epifania

Il tema di questa giornata mi ha riportato alla memoria un episodio straordinario della vita di Pallotti, raccontato dalle cronache romane dell’Ottocento: la celebrazione dell’Ottavario dell’Epifania.

Fu un’opera che iniziò nel più assoluto silenzio. Pallotti la pensò, la sognò e la organizzò senza clamore, con l’umiltà di chi prepara il terreno senza chiedere nulla in cambio.
Curava ogni dettaglio delle celebrazioni con attenzione, convinto che l’unità dei cristiani e l’evangelizzazione dei popoli avessero bisogno soprattutto di preghiera e bellezza spirituale.

Col passare degli anni, quell’iniziativa crebbe. Roma se ne accorse. E non per una campagna promozionale, ma per i frutti: conversioni, testimonianze, una fede che tornava a brillare.

Fu allora che Papa Pio IX, conoscendo da vicino la virtù e lo zelo di Pallotti, decise di partecipare in persona alla chiusura solenne dell’Ottavario, il 13 gennaio 1847. Le cronache romane dell’epoca raccontano la meraviglia del popolo e la potenza delle parole del Papa, che tuonò contro la bestemmia e incoraggiò i romani a custodire la fede con coraggio.

E Pallotti? I cronisti dell’epoca descrivono un uomo che si commosse profondamente, ma fece di tutto per non essere al centro della scena. Si ritirò, si nascose, quasi a dire: “Non è mia quest’opera: è di Dio.”

In un tempo che premiava i protagonisti, Pallotti scelse ancora una volta la via della discrezione.
È questo ricordo, nato proprio dal tema di questa giornata, che rende ancora più vivo ciò che Madre Stella chiama “il seme nascosto che cambia il mondo”.

Una serata per imparare dal silenzio

Per scoprire come vivere questo apostolato silenzioso nella vita quotidiana, l’Istituto San Vincenzo Pallotti invita tutti a partecipare alla giornata formativa del 10 dicembre alle 18:30 all’Hotel Ponte Sisto di Roma.

Lo studio di Madre Stella Marotta, che approfondisce proprio questo stile di apostolato, sarà presentato da suor Ellen Cirila, perché Madre Stella si trova in Brasile per un impegno come Madre Generale.

Sarà un’occasione preziosa per fermarsi, ascoltare e lasciarsi provocare dal silenzio di Pallotti, riscoprendo che un piccolo gesto, vissuto con amore e costanza, può davvero cambiare il mondo.

L’incontro sarà trasmesso in diretta su YouTube.
Segui la live al link: https://youtube.com/live/8gQZLN1OBtA?feature=share