“Il fare apostolato è il risultato di un passo precedente: quello dell’essere apostolo. L’apostolato è una questione dell’essere, non del fare”. Con queste parole forti e illuminanti, P. Daniel Luz Rocchetti SAC, direttore dell’Istituto San Vincenzo Pallotti e dottore in Missiologia, ci introduce al cuore dell’incontro di studio e formazione in programma mercoledì 15 ottobre 2025 a Roma, dal titolo:

“Un Apostolato Universale per propagare la fede in Gesù Cristo: punti per una missionarietà del carisma pallottino.”

Manca poco a questo appuntamento speciale, che si aprirà con un tempo di adorazione eucaristica e con la Santa Messa presso la Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, per poi proseguire con la sessione formativa presso l’Hotel Ponte Sisto.

L’incontro non si propone come una semplice conferenza, ma come un tempo di ascolto, discernimento e conversione, per ritornare all’essenziale e riscoprire l’identità missionaria che nasce dal battesimo e si nutre nella preghiera.

Nel cuore del carisma pallottino, l’apostolato non è un’attività da programmare, ma una conseguenza naturale di una vita unita a Cristo. In un tempo segnato dall’attivismo, P. Daniel mette in guardia da un rischio concreto: “C’è il pericolo di fare troppo e, allo stesso tempo, di trascorrere troppo poco tempo con il Signore. Solo una cosa è importante, e questa non può e non deve essere tolta.”

È da questa consapevolezza che nasce la missione autentica: non da un progetto, ma da un cuore trasformato.

Il carisma di Pallotti: una profezia per oggi

San Vincenzo Pallotti intuì con forza profetica che ogni battezzato è chiamato a essere apostolo. È una chiamata universale che non riguarda solo i religiosi, ma tutte le vocazioni nella Chiesa. Tuttavia, come sottolinea ancora il relatore: “Questa attività apostolica è frutto della coscienza di essere cristiano, un discepolo di Gesù prima di essere un apostolo di Gesù.”

Ogni spazio di vita – la famiglia, il lavoro, la scuola, la malattia, l’impegno sociale – può diventare terra di missione se vissuto nella luce del Vangelo. Non si tratta tanto di andare lontano, quanto di essere luce lì dove siamo.

Una formazione che genera corresponsabilità

L’incontro del 15 ottobre vuole offrire piste concrete per una missionarietà rinnovata, capace di coinvolgere tutti: sacerdoti, religiosi, consacrati, laici, giovani, famiglie. Tutti uniti in un’unica chiamata: propagare la fede in Gesù Cristo attraverso la vita, la parola e l’amore concreto verso gli ultimi.

Daniel ricorda che “anche chi non può fare nulla, magari per motivi di salute o di età, può essere un grande apostolo. L’apostolicità non si misura in attività, ma nell’intensità dell’unione con Cristo.”

Un momento di gioia e condivisione: i vincitori del concorso

Durante l’evento sarà anche annunciato l’esito del Concorso Articoli 2025, promosso dalla rivista Apostolato Universale. Il tema scelto per quest’anno – “Finché c’è vita, c’è speranza” – ha ispirato decine di giovani pallottini di diverse vocazioni, chiamati a riflettere sulla speranza come forza trasformatrice nella vita e nella missione.

Saranno quattro i vincitori selezionati, e i loro nomi verranno resi noti proprio durante la giornata del 15 ottobre, in un clima di festa e riconoscimento del cammino fatto.

Questo non è solo un incontro formativo, ma un tempo favorevole per lasciarsi toccare dalla chiamata missionaria che ci abita fin dal battesimo. È un’occasione per riscoprire la bellezza dell’essere discepoli, per poi mettersi in cammino come apostoli, là dove il Signore ci chiama a testimoniare la speranza.

Ti aspettiamo mercoledì 15 ottobre a Roma:

17.30 – Adorazione e Santa Messa nella Chiesa del SS. Salvatore in Onda

18.30 – Sessione formativa presso Hotel Ponte Sisto

Un incontro che si preannuncia ricco di grazia, luce e passione apostolica.
Perché finché c’è vita, c’è speranza. E finché c’è speranza, c’è missione.