Il 22 gennaio 2025, la Chiesa di San Salvatore in Onda a Roma ha accolto la famiglia Pallottina per una celebrazione straordinaria, che quest’anno acquisisce un significato ancora più profondo: ricorre infatti il 175° anniversario della morte di San Vincenzo Pallotti, fondatore dell’Apostolato Cattolico e della Società dell’Apostolato Cattolico (SAC). Una data che si è trasformata in un’occasione di riflessione, rinnovamento spirituale e invito a riscoprire la forza del carisma pallottino.

La Messa, presieduta dal Rettore Generale Padre Zenon Hanas, è stata un momento di comunione che ha coinvolto i presenti in un viaggio spirituale profondo, rivelando l’eterno valore della fede che San Vincenzo Pallotti ha seminato e che oggi continua a fiorire.

Un fondatore che vive nei cuori di laici, religiosi e sacerdoti

Nel ricordare il fondatore, Padre Zenon ha evocato il 22 gennaio 1850, la sera in cui Vincenzo Pallotti attraversò la porta della vita eterna. In quella data, nella stanza del primo piano dell’edificio dove oggi si trova la Casa Generalizia dei Padri Pallottini, il grande apostolo della fede si spense, lasciando un vuoto tangibile, ma anche un messaggio incorruttibile. I suoi figli spirituali e tanti compagni di fede, laici, sacerdoti e religiosi di diverse congregazioni, si radunarono per onorarlo con preghiere e Messe che durarono tre giorni. Il corpo di Pallotti fu sepolto nella chiesa, ma la sua eredità è viva e vibrante più che mai.

Questa celebrazione non si è limitata a un atto di memoria storica, ma è stata anche un’opportunità per meditare sulla visione che San Vincenzo aveva della Chiesa. “Vogliamo unire i nostri sforzi affinché ci sia un solo ovile sotto un solo pastore” – queste parole di Pallotti sono risuonate durante l’omelia, richiamando tutti alla missione di rafforzare l’unità della Chiesa, accendendo la fede e l’amore nei cuori degli uomini. Una missione che continua a incarnarsi nella vita quotidiana della comunità pallottina, come nel cammino di ogni cristiano che si sente chiamato a essere apostolo nella propria vita.

Il rinnovamento spirituale: un richiamo per il 2025

“Le parole di San Vincenzo non devono diventare abitudine”, ha affermato Padre Zenon, ricordando che anche le verità più profonde rischiano di perdere il loro potere se non vengono continuamente rivissute. È necessario un impegno spirituale e intellettuale per riscoprire la forza delle parole e dei valori che guidano la vita cristiana. Solo così la fede può essere veramente viva, capace di ispirare e trasformare le esistenze.

Un invito a ripensare la nostra relazione con Dio e con gli altri è giunto anche dal testo più noto di Pallotti, Dio – L’Amore Infinito, in cui il fondatore invita i cristiani a riflettere sull’amore immenso e misericordioso di Dio. “Niuno è capace di profittare di alcun oggetto prezioso, se non ne conosce il valore”, scriveva Pallotti. E proprio questa conoscenza, secondo il Rettore Generale della SAC, è ciò che oggi può risvegliare la fede nel mondo.

La fede che unisce: un’esperienza in Tanzania

Padre Zenon ha poi condiviso un’esperienza vissuta recentemente in Tanzania, durante una Messa che segnava l’inizio dell’Anno Giubilare Pallottino nella parrocchia di San Vincenzo Pallotti di Arusha. La liturgia, che è durata più di tre ore, ha visto la partecipazione di oltre mille persone, tra cui bambini e anziani, tutti uniti in una profonda spiritualità che ha toccato il cuore del Rettore. La gioia e la speranza nei volti dei fedeli erano palpabili, e la celebrazione ha trasmesso una forza misteriosa che ha reso tangibile l’amore di Dio. Un’esperienza che ha ricordato come la fede non sia solo un concetto da comprendere, ma una realtà da vivere intensamente.

L’Anno Giubilare: un’occasione di speranza

Nel contesto dell’Anno Giubilare della Chiesa, il messaggio di San Vincenzo Pallotti diventa ancora più urgente. Il tema dell’Anno Giubilare – la speranza – invita i cristiani a vivere la propria fede con rinnovata passione, a riscoprire la misericordia di Dio e a diventare testimoni di speranza per il mondo intero. Come ha sottolineato Papa Francesco nella sua bolla Spes non confundit, l’Anno Santo è un momento speciale di incontro personale con il Signore Gesù, “porta” di salvezza, e deve essere un’occasione per condividere questa speranza con tutti.

Il sacrificio di Chiara Corbella: una testimonianza di fede viva

Padre Zenon ha concluso l’omelia citando un altro esempio di fede straordinaria, quello di Chiara Corbella Petrillo, la giovane madre italiana che, durante la sua battaglia contro il cancro, rifiutò le cure per dare alla luce il suo bambino, sacrificando la propria vita. Una storia che, come il titolo di un libro sulla sua vita, ci ricorda che “Siamo nati e non moriremo mai più”. Un messaggio di speranza che si lega profondamente all’invito di San Vincenzo Pallotti: vivere la fede con gioia e determinazione, rimanendo sempre saldi nella speranza che non delude.

In questo 175° anniversario della morte di San Vincenzo Pallotti, la sua eredità spirituale continua a vivere e a ispirare, non solo attraverso i suoi scritti, ma nella vita di ogni cristiano che, come lui, desidera rendere viva la fede e accendere l’amore nei cuori degli uomini. Un impegno che, come la celebrazione di oggi ha testimoniato, non conosce tempo né fine, ma rinnova ogni giorno la sua forza di trasformazione.