In questo anno si celebra il 60° anniversario della morte di S. Giovanni XXIII il Papa che ha canonizzato S. Vincenzo Pallotti il 20 gennaio 1963. Di seguito si pubblica la lettera inedita scritta da Stéphane Bello, Vescovo caldeo cattolico di Aleppo ad Ansgar Faller SAC in cui dice che la morte di Giovanni XXIII ha avuto ripercussioni anche in Oriente.  

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Il 16 maggio 1818 era sabato, la vigilia della festa della Santissima Trinità. In questo memorabile giorno della sua vita, Vincenzo Pallotti si è recato di buon mattino assieme alla sua famiglia, alla chiesa cattedrale di Roma per ricevere il grande dono del sacerdozio che gli è conferito dal Vicegerente di Roma, mons. Candido Maria Frattini, nella basilica di S. Giovanni in Laterano. L’esperienza spirituale di questo giorno il sacerdote Vincenzo Pallotti la riassume in brevi, ma significative parole. Egli scrisse: “l’Inna­moratissimo Padre Dio si è degnato in maniera ammirabile di elevarmi al sublimissimo grado sacerdotale, oh Dio, (…) io non capisco niente” (OOCC X, p. 148) . Da queste parole traspaiono una profonda commozione, l’indegnità e l’umiltà di fronte alla dignità sacerdotale, di cui si sentì rivestito. Con grande raccoglimento e il volto raggiante, il 17 maggio 1818, domenica della Santissima Trinità, ha celebrato assieme ai familiari e a un gruppo di amici la sua prima S. Messa nella chiesa del Gesù a Frascati. Questo è stato il primo giorno della vita di Vincenzo Pallotti nella veste di sacerdote.

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